January 31, 2012

SCALFARI, UNA VITA DA CORTIGIANO

Vorrei premettere che chi scrive ha il più grande e sincero rispetto per le persone anziane e i vecchi che sarebbero coetanei dei suoi genitori se fossero ancora in vita. 

Volendo parlare di Scalfari Eugenio e parlarne come conviene, ovvero male, chi scrive deve superare una naturale e forte reticenza.
Ma anche i vecchi non sono tutti uguali e a vincere questa reticenza aiuta pensare che mentre alcuni soffrivano nel corpo e nello spirito l'oppressione fascista e nazista, lo Scalfari in questione in quegli stessi tempi, imbrattava le pagine della stampa del regime di Mussolini e Pavolini. Pare che il sullodato sia sia ravveduto nel 1945, aprile, mese più mese meno. Ma a me sembra che la costituzione morale di un lacchè del fascismo sia più difficile da cambiare che il colore della camicia che porta.


Le righe che seguono sono di Scalfari l'autore, e sono solo un episodio dell'apologia continua del faccendiere de benedetti che lo Scalfari scrive da anni.


(...)in Italia ci sono stati molti finanzieri e imprenditori ‘avventurosi’, protagonisti di grandi romanzi politico-economici, ma si è sempre trattato di outsider rifiutati dal sistema. L’unicità di De Benedetti consiste proprio in questo: non è fuori dal sistema anzi vi è profondamente inserito; e pur tuttavia è anomalo rispetto ad esso. Non rifiuta le regole del gioco, ma le interpreta in modo radicalmente difforme dagli altri."


Facciamo una pausa:  non sfugge a nessuno che il nostro è un "dialettico", non so se materialista scientifico, ma un dialettico di sicuro. Maneggia concetti complessi come unicità, dentro/fuori, inserzione/anomalia, regole e interpretazione difforme delle stesse. Insomma qui abbiamo a che fare con un discepolo di Derida, fors'anche  uno studioso di Husserl e Heidegger. Il decostruzionismo applicato alla vita quotidiana di un farabutto della genia di de benedetti non ha segreti per il nostro, che la tematizza con eleganza, ma di che cosa si tratta in concreto? Si perché lo Scalfari si muove ad un livello di astrazione filosofica che ne rende non facile la comprensione al lettore comune.  Vogliamo aiutare il nostro lettore, che comune non è, a intendere a cosa si riferisce l'Autore di queste splendide righe. Abbiamo ragioni di credere chi si riferisca ad uno degli episodi più gloriosi della carriera "imprenditoriale" del de benedetti:  l'ingresso e l'uscita per la porta rotatoria nel Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Si riferisce ai sessanta e uno giorni da vice presidente del Banco Ambrosiano nel 1981, l'acquisizione di 2% del capitale dello stesso, il ritorno delle azioni appena comperate al mittente. Pochi mesi dopo Calvi penzolava sotto il Blackfriars Bridge, gli azionisti del Banco perdevano tutto, la segretaria di Calvi si suicidava e de benedetti contava i miliardi che aveva guadagnato nell'operazione. La Cassazione ha cassato una precedente condanna per truffa di de benedetti in relazione con quella vicenda ma lo stesso signore dovette pagare ben 100 di miliardi di lire al liquidatore fallimentare della banca.
Opere di bene? Obolo agli azionisti rovinati da Calvi? Ma! potrebbe essere così se  non fosse che la giurisprudenza del diritto societario è piuttosto unanime  nel considerare che "il consigliere che non abbia preso parte, ma non abbia nemmeno impedito o provato ad impedire il comportamento dannoso risulti responsabile secondo il generale dovere di vigilanza sull’andamento della gestione previsto dall’articolo 2381, terzo comma". E sebbene de benedetti come ben dice il suo agiografo è capace di interpretazioni difformi delle regole del gioco (quelle interpretazioni difformi che conducono molti dentro, ma mantengono lui fuori), si può pensare che il curatore avesse qualche argomento per far rigurgitare tale sommetta ad uno che che con il danaro ha un rapporto romantico (immagino che anche de benedetti sia da includere tra gli "imprenditori avventurosi, protagonisti di grandi romanzi politico-economici").

La carriera del de benedetti  è piena di episodi edificanti come questo che potranno sempre dare spunto al suo agiografo per tesserne le lodi più sublimi. Vediamo come continua il testo in questione:


"Diciamo che la sua interpretazione è più vicina ai modelli liberistici che a quelli dell’oligopolio. Infatti, gioca da ‘cavalier solo’. Sotto le apparenze d’un uomo d’affari assai arrischiato la realtà è invece quella d’un calcolatore assai prudente. Non si conosce che abbia mai bluffato nel corso delle sue complesse partite; né che sia andato alla ricerca del ‘colpo grosso’ mettendo sul tavolo tutta la posta."
Qui lo Scalfari lumeggia l'episodio "postale" della vita di de benedetti. Effettivamente la libera concorrenza delle mazzette (organizzarono un'asta?) per sgombrare i magazzini della povera Olivetti (povera perché caduta nelle grinfie del de benedetti) di computer obsoleti a spese dei postini e degli utenti delle Poste, marca un chiaro rifiuto delle logiche oligopolistiche. In queste ultime è con la sola forza della offerta "combinata tra produttori" e non il libero gioco di domanda  e offerte di mazzette,  che si raggiunge lo stesso risultato: la truffa ai danni della comunità. Ecco profilarsi il campione dei modelli liberistici che ancora una volta riesce a stare fuori (di galera) perché molto prudente dentro, nel suo foro interiore (ci risiamo) e nelle complesse partite in cui non "ha mai bluffato" (il dentro è fuori, l'apparire è l'essere, soviel schein, soviel sein, direbbe Husserl, uno dei maestri di Scalfari).

"Proprio a causa di questa cautela, accompagnata da una capacità di lavoro eccezionale e da un intuito per gli affari molto superiore alla media, si è da tempo formato in Borsa un ‘partito De Benedetti’: quando si muove in una direzione, il mercato lo segue senza esitazioni; il suo nome funzione ormai come una garanzia, attorno alle sue iniziative si aggregano in breve tempo capitali cospicui formati da una miriade di anonimi risparmiatori medio-piccoli. Così De Benedetti ha costruito il suo credito, questo è il suo leverage, il suo potere di mobilitare capitali e guidarli”.

Qui Scalfari supera se stesso, dalla decostruzione deridiana egli ci conduce in un porto sicuro in cui delinea una teoria della Borsa valori come campo di azione di grandi leader che si contendono l'iscrizione al loro partito  di miriadi di piccoli risparmiatori. Costoro pendono dalle labbra del capo, "un nome una garanzia", il superuomo capace di mobilitare e guidare capitali ............ Deve certamente pensare all'Olivetti, della quale il de benedetti si impadronì, alla guida di capitali altrui mobilitati con "il suo leverage" e di cui alla fine della romantica avventura non restò nulla, salvo, naturalmente, il bottino del capo.


Se i vermi scrivessero, scriverebbero così! Che pena! Che brutta vita! Che brutta vecchiaia! Che farsa la sua messa in scena, la barbetta da vecchio saggio, lo sguardo perso nel vuoto, che parla alla telecamera parato di fronte ad una fila di libri che non ha mai letto, troppo occupato a scrivere delle "fregnacce"  come quelle attraverso le quali ho avuto il piacere di condurvi a passeggio.


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"BEN VENGA LA CRISI" PAROLE DI UN PENDAGLIO DA FORCA, TALE TOSCANI

Che repubblica delle banane di de benedetti, sia un luogo infrequentabile da qualsiasi persona perbene è risaputo. Lo stesso fogliaccio che si è messo alla testa di una campagna moralizzatrice della vita pubblica e privata che ha avuto come unico obbiettivo il Berlusconi, oggi da spazio ad un'intervista con un buffone, tale toscani oliviero. 
Ci auguriamo che se ci sono le ragioni per arrivare ad un processo sulle accuse di corruzione di minore contro Berlusconi, la giustizia faccia il suo corso. Ma mi si lasci aggiungere che anche se gravissima, la corruzione del corpo si cura, quella dell'anima, dello spirito, dell'intelligenza è fatale. Per la sifilide ci sono farmaci, per il servilismo opportunista, becero e volgare non è ancora stata trovata una medicina efficace. È un'infermità progressiva, invadente, fatale. E di questa corruzione morale e intellettuale, repubblica delle banane di de benedetti è uno dei peggiori propagatori nella vita della nostra nazione.


Come dicevo, questo fogliaccio ha dato spazio ad "un'intervista" che invito ad ascoltare a condizione di avere uno stomaco forte e la fermezza di controllare la furia che questo scemo attira su di se con una protervia che grida vendetta al cielo:


Toscani sulla crisi. link a repubblica delle banane di de benedetti


Come sanno ormai in molti, anche  Monti Mario ritiene benvenute le crisi che fanno fare passi avanti all'Europa, ma toscani oliviero va oltre nell'ignominia, augura la miseria, dolorosamente sofferta da milioni di individui in tante parti del mondo, ai suoi connazionali.


Ma chi è costui?
Questo individuo è un "professionista" della fotografia pubblicitaria che si è arricchito e coperto di infamia sfruttando a fini commerciali immagini della sofferenza altrui, dalle vittime delle carestie,delle malattie e delle guerre ai condannati a morte.
Questo signore è stato condannato per frode e il suo cliente Benetton ha dovuto separarsene  e smettere di pagargli i viaggi in Africa ("Ma ci siete stati in Africa, in Sud America?" " No! Lo confessiamo, Benetton a noi non paga il viaggetto.")
L'intervista è un florilegio di scemenze tra l'oltraggioso ("la crisi ce l'ha chi ne parla, io non ce l'ho la crisi") e il semplicemente cretino ("Mi auguro una  caduta verticale dell'economia  così non rimbalza" deve essere una nuova fisica per idioti quella che teorizza che un oggetto che cada verticalmente non rimbalzi, rimbalzano solo quelli che cadono obliquamente?).


In una società civile ed educata (in tutti i sensi) quest'uomo non avrebbe posto.
Nella nostra società agonizzante, questo sacco di immondizia morale e intellettuale è corteggiato dalla sinistra radicale e tanto chic, dalle imprese che ci sommergono di pubblicità volgare e ripugnante. Si fa eco alle sue opinioni oltraggiose della miseria altrui che  trovano  spazio anche (ma non solo) nel fogliaccio che da voce e rappresenta la feccia morale dell'Italia: repubblica delle banane di de benedetti.


Chi si scrive ha sofferto profondamente alle parole di costui, che sono un insulto al decoro, alla dignità, al dovere di rispetto per l'umanità debole e sofferente, ma una consolazione l'ha avuta:

NON HA MAI PASSATO UN CENTESIMO A QUESTO AVANZO DI GALERA, MAI UNA MAGLIETTA BENETTON, MAI UN CALENDARIO ECCETERA E VIA.
BOICOTTIAMO TUTTI I PRODOTTI LA CUI PUBBLICITÀ FACCIA APPELLO AI SERVIZI DI QUESTA CANAGLIA!
AIUTATEMI VI PREGO A FARE UNA LISTA INSERENDO NEI COMMENTI I NOMI DELLE IMPRESE CHE LO USANO!


SEGUE: http://www.outeuro.com/2012/02/toscani-oliviero-perche-questuomo-e.html



January 25, 2012

COMANDANTE MONTI, SCENDA DA QUELLA NAVE!

Si può con ragione sostenere che la cosa migliore che abbia mai fatto il comandante Francesco Schettino in vita sua, è stato di abbandonare la nave nel corso delle operazioni di salvataggio di passeggeri ed equipaggio.
Non si vede cosa  avrebbe potuto apportare nelle operazioni di soccorso la presenza a bordo di un buffone incompetente come Schettino. Piuttosto che un ingiunzione a salire a bordo, l'ordine della Capitaneria di Porto avrebbe potuto suonare: "Comandante Schettino, vada via!"


Vorrei rivolgere lo stesso appello a Monti Mario: "Presidente torni a casa! Scenda dalla nostra nave!".
A questo punto e nonostante il coro assordante della stampa di regime con de benedetti e suoi lacche' in testa, tutti si sono resi conto che Monti e il suo governo di "tecnici" sia la peggiore banda di incompetenti che abbia mai varcato la soglia dei palazzi del potere in Italia. 
L'unica "competenza" che gli si potrebbe riconoscere è quella sui loro affaracci, ma di questo tipo di "competenza" son pieni i fossi e gli archivi dei tribunali.


Dalle negoziazioni con i cosiddetti partner europei condotte con insipienza, senza mai fare valere ne gli interessi della nazione ne un punto negoziale di forza, al salasso fiscale discriminatorio e vessatorio  delle classi medie e meno agiate, alla recessione auto-inferta con stupida determinazione, alle misure di rilancio dell'economia che non si sa se fanno più ridere o più piangere, sino all'incapacità di mostrare con la sua presenza, non fosse altro che la più frigida partecipazione alle tragedie che colpiscono il paese, si delinea  la figura di un ometto  incapace di incarnare lo Stato. Sembra ormai evidente, per chi abbia gli occhi appena aperti, che il re è nudo e da nudo, sotto il vestitino grigio da professorino, il re è deforme.

Il "grande economista" che ha scritto tre libricini in croce di nessun valore scientifico e che comunque non hanno come soggetto "l'economia" ma la politica monetaria e le banche (insomma il grande chirurgo è un callista), il grande economista, dicevo, è un buffone serio, anzi triste, anzi tristo!


COMANDANTE MONTI, SCENDA DA QUELLA NAVE!
COMANDANTE MONTI, TORNI AD ASCOLTARE LA RADIO A ONDE CORTE!
COMANDANTE MONTI LEI NON PUÒ GUIDARE UN GRUPPO DI SCOUT IN ESCURSIONE AL MONTE STELLA! 
TORNI A CASA E AIUTI LA SIGNORA A CUCINARE IL COTECHINO!



January 24, 2012

UNA MODESTA PROPOSTA AL GOVERNO MONTI: L'ITALIA SALVATA DAI DIVORZIATI

Alla seconda lezione di economia politica tutti hanno ascoltato il vecchio adagio, tanto noto che forse lo conosce anche il professorino Monti, che dice:
"Se il professore sposa la sua governante, il prodotto nazionale lordo diminuisce dello stipendio annuale di detta governante che come moglie continua a fare le stesse cose ma gratis".
Se invece di contrarre il PIL, volessimo farlo crescere sarebbe sufficiente percorrere la stessa strada ma in senso inverso: annullare d'ufficio tutti i matrimoni e imporre il pagamento di tutte le prestazioni di servizio tra ex coniugi, ex figli eccetera. Non più pranzetti preparati per amore dalla Piera o il Pino, ma regolari servizi di ristorazione soggetti a ricevuta fiscale, non più "reciproco dono di se" ma prestazioni sessuali debitamente e legalmente fatturate, da ambo i componenti della coppia (restando esclusa ogni forma di netting o compensazione orgasmica, io tre tu due, che darebbero la stura a infinite discussioni e gigantesche evasioni fiscali). Lo stesso si applicherebbe alla maternità (se vuoi essere il padre dei miei figli sono cento mila a testa salvo complicazioni), la lezione di matematica a Giovanni sono trentacinque euro, quella di clarinetto a Stefania trenta eccetera e via. I redditi cosi prodotti sarebbe soggetti a iva e all'imposta sui redditi e contribuirebbero a migliorare i conti dello stato e rimborsare il debito pubblico.
L'effetto moltiplicatore sul reddito degli italiani, sul PIL e il gettito fiscale sarebbe enorme, secondo i primi risultati dei calcoli fatti in "Boccioni" si potrebbe raggiungere una crescita del PIL e del relativo gettito fiscale del 35% per anno.

Immaginiamo per fare un esempio, l'ormai famosa cenetta familiare a Palazzo Chigi della famigliola Monti la notte di san Silvestro. Siamo stati informati che a cucinare il cotechino con le lenticchie era la signora Monti, da "annullata" l'ex Signora Monti avrebbe dovuto spiccare regolare bolletta per 150  euro (15 euro per persona mi sembrerebbe più che ragionevole), figli, figlie, nuore e generi hanno poi sbarazzato la tavola e messo i piatti in lavastoviglie, la prestazione di servizio avrebbe comportato un pagamento forfettario di 75 euro più mancia, l'anfitrione avrebbe poi dovuto fatturare ai commensali il subaffitto della sala da pranzo (500 euro) e via di seguito. L'annullamento del matrimonio della coppia Monti avrebbe reso allo stato circa 140 euro di iva più una irpef di circa 75 euro. Moltiplicate tutto ciò per milioni di volte ed è facile prevedere dove si potrebbe arrivare.

L'Italia è salva, la signora Merkel e le banche tedesche possono dormire sogni tranquilli, nessuno gli rompe più lo strumento di dominazione economica sull'Europa (conosciuto sotto il soprannome di euro).
L'unico effetto indesiderabile potrebbe essere il calo delle nascite,  ma in fondo chi ha voglia di nascere all'epoca  del mariomonti pensiero?







L'ITALIA SALVATA DAI TAXI

Dopo il bastone la carota. Come il governo Monti intende rilanciare l'economia salassata dal prelievo fiscale imposta dalla Merkel per salvare il suo euro (marco).


Il PIL  è dato dalla somma dei seguenti elementi: consumi, investimenti, spesa pubblica e saldo netto della bilancia commerciale. 
Cosa dobbiamo attenderci dalla dittatura monetaria Monti/Merkel che ha sottratto e ancor piu sottrarrà dal sistema miliardi di euro?
I primi elementi della somma di cui sopra a subire le conseguenze del montismo saranno  i consumi e la spesa pubblica, che accuseranno una contrazione che misureremo nei prossimi mesi. Quanto alla saldo della bilancia commerciale, in presenza di un cambio euro(marco) contro dollaro che continua ad essere sfavorevole alla nostra economia, dovrebbe rimanere  invariato, nonostante la probabile  contrazione delle importazioni. Infine  in conseguenza della diminuzione di consumi e spesa pubblica, è facile prevedere che gli investimenti non cresceranno. Il risultato finale sarà l'approfondirsi della recessione e della spirale involutiva che ha caratterizzato la nostra economia dal 2002, data dell'imposizione dell'euro(marco) all'Italia.


Come sa chi abbia avuto la bontà di seguire questo blog, chi scrive non condivide l'entusiasmo del boccioniano Monti per le crisi (se possibili gravi) ma crede invece che le crisi siano da evitarsi con tutti i mezzi a disposizione perché nessun "passo avanti dell'Europa" dei faccendieri e dei burocrati vale il sacrificio di un generazione di giovani e di coloro che avendo dato quello che potevano al paese ed alla loro famiglia meritano rispetto ed una vecchiaia dignitosa.


Ma come sappiamo ormai tutti, edotti dal coro quasi unanime dei giornalieri della stampa di regime, dopo la bastonata, il governo Monti prepara i piani per una rilancio dell'economia italiana.


Eravamo tutti in trepida attesa di conoscere quali armi fatali il professorino di tecnica bancaria avrebbe tirato fuori dai laboratori segreti, fucinate nelle fabbriche dei ministeri di Passera e Patroni Griffi (due galantuomini, il rampollo di una famiglia "scudata" e un attivo sostenitore dell'INPS, a cui compra a peso d'oro, o di pollaio?, appartamenti fatiscenti con vista Colosseo).


Ebbene sono finalmente state svelate le armi che decideranno la guerra economica mondiale! Sono giunte a noi! Il popolo è in festa! Siamo salvi!


L'ITALIA SARÀ SALVATA DAI TAXI!


Le energie imprenditoriali degli italiani sino a ieri costrette da mille laccioli burocratici, incatenate da gruppi di potere, sindacati, mafie economiche grandi e piccole potranno finalmente fiorire e con questo compensare i consumi che non ci sono, gli investimenti che non ci sono, le esportazioni che non ci sono e la spesa pubblica che non c'è.


La Francia nel 1914 venne salvata dai taxi della Marna.

L'ITALIA DEL 2012 SARÀ SALVATA DAI TAXI DI MONTI!


Vi spiego come:


Tutti tassisti! Assolutamente tutti coloro che detengono una patente di guida per veicoli a motore valida possono esercitare la professione di tassisti, anzi DEVONO.
Ogni veicolo a motore sarà dotato di tassimetro, ogni uso (OBBLIGATORIO) dello stesso darà luogo alla realizzazione di una corsa debitamente accompagnata da emissione di ricevuta fiscale indipendentemente dalla presenza di un passeggero o no. I passeggeri benché non necessari potranno essere raccolti a qualsiasi ora del giorno e della notte, dentro e fuori dalle aree designate per la sosta dei taxi (che comunque saranno aumentate di tutti i posti di parcheggio disponibili nelle aree urbane italiane).

Signori il colpo è geniale, analizziamo insieme le conseguenze di questa misura di liberalizzazione, ma che dico, di liberazione, dell'economia:
1) centinaia di miglia, anzi milioni di transazioni economiche (prestazioni di servizio remunerate) al giorno che come ognun sa contribuiscono alla formazione del PIL;
2) aumento del gettito fiscale dell'iva pagata sulla corsa di taxi venduta ai figli, al marito (ciao caro, buon lavoro, sono cinque euro e ottanta, sette con la mancia e ti do il resto di dieci stasera, corro in ufficio, bacio!), ai vicini, agli sconosciuti, a se stessi.


BRAVO MONTI, SIAMO SULLA STRADA GIUSTA!
MA GIÀ CHE CI SIAMO LIBERALIZZI ANCHE LA ROTTA MILANO-ROMA, MONOPOLIO DELL'ALITALIA (NUOVA) CREATA DAL SUO AMICO IN AFFARACCI CORRADO PASSERA!


Nel prossimo post, L'Italia salvata dal divorzio, mi "permetterò" di proporre al governo Monti una misura davvero in grado di fare fare al PIL italiano un salto da rendere verdi (di invidia ) i cinesi.






















January 20, 2012

THE KING MAKER de benedetti carlo





de benetti carlo



Questa è la faccia dell'uomo che disfa e fa i governi in Italia.
Questa è la faccia del padrino di Monti e di Passera.
Questa è la faccia del padrone del fogliaccio indegno chiamato "repubblica" delle banane di de benedetti.
Questa è la faccia del padrone di Scalfari*, del fu Giorgio Bocca, due giornalieri che furono fascisti quand'era comodo e di moda, e scopertasi tra il '43 e il '45 un'anima di sinistra, del ventennio hanno mantenuto l'abito della servitù abbietta al padrone.
Questa è la faccia del padrone del direttore attuale di "repubblica" delle banane  di de benedetti, che nessuno si degna di ricordare come si chiama.


Ma che ha fatto nella vita questo "signore"?
Ha fatto il faccendiere, l'affarista, l'industriale dei mie stivali, l'affossatore di imprese ai danni dei suoi soci ed a vantaggio miliardario suo. È un artista (nel senso inglese... "con artist") che ha vissuto una vita  sempre sul filo del rasoio della truffa, del falso in bilancio, della corruzione e non è mai incorso in una condanna penale passata in giudicato per prescrizione dei termini, per patteggiamento, per altre cose che si possono pensare epperò non si possono dire o scrivere.
Questo signore è anche un grande inquinatore, arrogante padrone di una centrale a carbone che, come lui, si considera al di sopra della legge e gode di un'impunità non si sa come guadagnata.

http://piemonte.indymedia.org/article/9737&comment_limit=0&condense_comments=false


Questa faccia è indegna di occupare qualsiasi carica sociale, non lo vorrebbero in un condominio di ringhiera di Quarto Oggiaro, abitato da gente forse povera, ma onesta, che al contatto con questa "cosa" si sporcherebbe. 


Eppure nell'Italia di Monti, questo faccendiere ha più potere del Presidente della Repubblica, il povero Napolitano.


* I panegirici  di Scalfari sul suo padrone sono degni della prima pagina di un'antologia della piaggeria, dell'adulazione servile. Se i vermi scrivessero, scriverebbero così. So che molti penseranno che invece il primato in questo campo del disonore spetta a Emilio Fido. Io non credo, perché Fido scodinzola come un cane riconoscente, Scalfari invece prende le arie da vecchio saggio, da fine intellettuale (di poche letture e molte leccate). Scalfari è un autore!









CARA, VEDRAI CHE CE LA FAI DA SOLA! Merkel e Sarkozy a Monti: Fuori dai piedi pezzente!

Siamo stati facili profeti. 



 http://www.outeuro.com/2011/12/perche-monti-cavadenti-deve-essere.html



Il Monti dopo avere dato via le sue carte (uscita dell'Italia dall'euro tedesco)  e imposto una feroce politica fiscale recessiva che graverà sul destino dei giovani per anni, scopre che la bella e la bestia non rispondono alle sue suppliche di aiuto.


Quando ero giovane c'erano molte ragazze a lavorare nei campi della pianura padana, erano belle, forti e benché in genere terminassero gli studi con la licenza elementare, erano intelligenti.
Erano libere (ebbene si!), fiere e indipendenti. Piene di buon senso. Non sapevano molto di anticoncezionali ma sapevano una cosa semplice: "la prova d'amore si da dopo sposati, caro il mio Nicola" (sopratutto se il Nicola era brutto come una bestia o come Sarkozy).


Monti che invece di amoreggiare  con le ragazze, a diciott'anni ascoltava la radio ad onde corte* e si dilettava di partita doppia, non è mai stato educato al buon senso ne dalle ragazze (si chiama educazione sentimentale) ne dai buoni libri.
Poverino! Per usare un termine volgare (ma francamente ad un amico di Passera e Patroni Griffi credo non ci sia bisogno di parlar forbito) l'ha data via e adesso si sorprende che Merkozy gli dica: "Cara, vedrai che ce la fai da sola".


Non si smette mai di imparare dalla vita: adesso sappiamo che "tecnico" (bancario) è sinonimo di imbe(**)lle. 

Da un intervista di Monti  concessa del 2005 all'Espresso di de benedetti (come per caso):
Ha intenzione di raccontare sessant'anni di sobrietà? Rintracci almeno un attimo di irrequietezza. Anche lei sarà stato adolescente.
«Un po' tardivo, per la verità. Non ero precoce da nessun punto di vista. (......) e passavo molte notti ad ascoltare la radio ad onde corte. L'ho fatto per anni

January 18, 2012

MONTI BEGS MERKEL FOR AID. MONTI SUPPLICA AIUTO ALLA MERKEL.

Sulla stampa internazionale ricorre ad nauseam questo titolo per spiegare quello che Monti chiede ai suoi padroni:

Monti begs Merkel for aid 

Monti supplica aiuto da Merkel 

 

Ricorderete certamente che una delle ragioni per defenestrare Berlusconi era il poco conto che l'opinione internazionale e i leader delle grandi nazioni facevano del protagonista dei bunga bunga di villa Grazioli. Bunga bunga o no, il Berlusconi non era caratterialmente portato alla mendicità. Sembra invece che quello che abbiamo guadagnato come italiani con la nomina del Monti a presidente del consiglio  è una reputazione di sciuscià, un ulteriore abbassamento del cosiddetto rating (che non dovrebbe influire sulle decisioni politiche di una nazione più che le grida delle oche nella bassa corte), un costo invariato dell'indebitamento.

Ma fateci capire meglio signori giornalieri della "repubblica" delle banane di de benedetti: i problemi dell'Italia, debito, prestigio sulla scena internazionale eccetera e via non erano tutti dovuti al bunga bunga? A sentire loro, rottamato il leader di PDL, a torto o ragione (a torto a mio avviso, ma questo è altro conto) designato dalla maggioranza degli elettori italiani a reggere il governo del paese, tutto sarebbe andato a posto.

Il ragioniere Monti avrebbe avuto un effetto miracoloso sui mercati finanziari,  sulle agenzie di rating, sulle autorità monetarie "europee", sui rapporti con la bella Merkel e la bestia Sarkozy. In men che non si dica tutto sarebbe andato a posto.

Invece pare che il risultato della capitolazione del Monti alle autorità straniere, ai poteri finanziari nazionali e stranieri, sia, ma che sorpresa!, il disprezzo e il fastidio con cui si scacciano i mendicanti importuni.

Il problema dei tecnici alla Monti è che sono ignoranti come zecche, che non conoscono nulla della storia, della natura umana, della politica  e della diplomazia. Dopo la capitolazione i generali degli eserciti sconfitti vengono disarmati e messi in campo di prigionia, i loro governi liquidati e sostituiti da fantocci. I capi delle nazioni vincitrici celebrano tra di loro e fanno quel che vogliono del destino dei popoli lasciati alla loro mercé. Vae victis, guai ai vinti! leggeva sul sussidiario di terza elementare chi avesse voluto conoscere la storia dei galli che, avendo imposto ai romani un prezzo in oro altissimo per togliere l'assedio di Roma, si presentarono con bilance truccate. Monti non era interessato, si occupava di partita doppia già d'allora. 

Il problema di Napolitano è che è senile e corrotto intellettualmente da queste nuove forme di demenza della sinistra: l'infatuazione per il potere del danaro, l'asservimento ai falsi  ideali "europeistici" che nulla hanno a fare con l'Europa dei popoli, dei valori comuni, dell'amicizia e della cultura.

Messi assieme, Monti e Napolitano stanno preparando un futuro di lacrime e sangue al nostro paese.

Per dirla in europeo e con l'eleganza che contraddistingue il governo dei Passera/Patroni Griffi:

Monti beggar, bugger off!

January 17, 2012

TRE DOMANDE SENZA RISPOSTE A MONTI

Tristo e malinconico signor Monti,


Con la presente mi "permetto" di farle alcune domande sapendo già che le domande ai potenti della sua fatta sono destinate a restare senza risposta.
Perché il potere, nudo e crudo come il suo, è prima di tutto il privilegio di non rispondere a nessuno.
Lei, tristo e malinconico signore, lo sa meglio di chiunque, lei che come commissario dei soviet europei per il tempo che è  durato il suo mandato non ha mai dovuto rispondere a chicchessia e meno che mai alla quella farsa e caricatura di democrazia che è il cosiddetto Parlamento Europeo.
Lei che appena designato si è burlato di una giornalista che le chiedeva il "permesso" di farle una domanda con una battuta che i lacchè del giornale  'repubblica" (delle banane di de benedetti)  hanno definito "inglese", commento che è l'unica cosa ridicola di una vicenda  che a coloro che hanno letto due pagine in più del giornaliero ideale-tipico,  ricorda invece l'humour macabro di Stalin, salvo naturalmente (o per il momento?)  l'eliminazione fisica dell'oggetto della burla.
Lei non risponde a nessuno perché non so quanti deputati appartenenti a bande opposte, non hanno trovato di meglio che nascondere la loro insipienza, il loro fallimento morale, politico e personale dietro la sua insignificante persona di tecnico bancario.


Lei non è l'uomo che ride. Lei è l'uomo che non risponde!


È  proprio da qui che partirei per farle alcune domande che non attendono risposte.


1) Signor Monti, mi può dire cosa rimane della sovranità di uno stato e pertanto dei diritti politici inalienabili dei cittadini, quando un presidente del consiglio dei ministri concorda misure di carattere fiscale con capi di stato stranieri e si attende dal potere legislativo e le parti sociali del suo paese la semplice ratificazione degli accordi con lo straniero?
Queste sono cose che accadono solo dopo una capitolazione militare. Quali poteri le hanno imposto questa  capitolazione politica?


2) Signor Monti, lei certamente non ha nulla del capopopolo, del tribuno, del leader. Lei non ha il carisma necessario a guidare un gruppo di scout in escursione. Però ci era stato detto che lei era una tecnico bancario (ovvero uno che non è buono a passare i ferri ad un idraulico) ma che era onesto. Che era un tizio che ci avrebbe onestamente depredato dei nostri risparmi, della nostra previdenza, del futuro dei nostri figli.
Signor Monti mi può dire come si fa ad essere onesti e scegliere come stretti (strettissimi) collaboratori i signor Passera (colluso "salvatore" della compagnia aerea monopolistica Alitalia), il signor Melanconico (ridicolo quarto di manzo in vendita al miglior offerente), il signor Patroni Griffi (integerrimo compratore di appartamento romano INPS* ad un  prezzo al metro quadrato leggermente inferiore al costo di costruzione di un pollaio in Ciociaria), e poi tutti i suoi amici tra i quali citeremo soltanto l'avvocato di Caltagirone da lei trasformato in Guardasigilli?
Chi è lei signor Monti per prendere quelle arie da ragioniere puntiglioso che dorme tranquillo perché non teme, svegliato alle tre di notte, di rendere i conti fino all'ultimo centesimo al padrone (Goldman Sachs, Merkel & Co.)?


3) Signor Monti, schiacciato da conflitti d'interessi grandi come piramidi (le sue fruttuose e affettuose relazioni con organizzazioni finanziarie straniere), mi dica in coscienza, quando (se le succede) pensa agli interessi dell'Italia e degli italiani, non si sente un impostore?


Lei non risponde ne a me ne a nessuno. O mi sbaglio? O forse risponde solo alla firma Goldman Sachs, Merkel & Co?


Mi "permetto" pertanto nel silenzio del potere di fare una considerazione di carattere generale:
"Se è vero il detto dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, a me sembra che è dai tempi di de Mita, Craxi e de Michelis che tanto fango non fosse salito tanto in alto".


* Non sfugge a nessuno che se l'INPS vende un appartamento a Roma a prezzo di pollaio ciociaro, la differenza di valore tra l'appartamento romano oggetto della vendita e il pollaio ciociaro, la mettono tutti i pensionati INPS, gli stessi ai quali questo indegno Monti chiede "i sacrifici".
A meno, naturalmente che tra i sacrifici necessari, anzi "doverosi" a salvare l'euro ci sia anche la spesa per l'alloggiamento in proprietà dei ministri del Monti.



January 10, 2012

MONTI CARO LEADER

La designazione del Monti a Presidente del Consiglio dei Ministri  resterà negli annali della storia d'Italia come un episodio  politico, sociale, propagandistico fenomenale, i suoi sostenitori diranno presto "miracoloso".


Pochi mesi prima della sua resistibile ascesa, nessuno ne aveva mai sentito parlare. Chi sapeva chi fosse il presidente di una scuola per ragionieri (intendiamoci: super ragionieri!) chiamata boccioni? Chi sapeva chi fosse l'ex commissario europeo?


Una manciata di addetti ai lavori, e lavori piuttosto oscuri!




Pare che il suo, e ahimè nostro destino di italiani, sia stato deciso tra la sede milanese di Banca Intesa e la cancelleria tedesca con il fattivo apporto del Presidente della Repubblica, Napolitano Giorgio, ex senatore comunista convertito alla difesa del capitalismo finanziario che, come ognun sa, apre la via al radioso sole dell'avvenire che a sua volta illumina la marcia del proletariato. Insomma il futuro non è lontano! È il tema di una bella e grandiosa  statua che rappresenta una prosperosa contadina  kolkoziana e un nerboruto operaio che  reggono in mano una falce e un martello.
Il direttore di repubblica (delle banane di de benedetti) ha dovuto frenare l'entusiasmo di un redattore che divisava  una straordinaria rassomiglianza tra le figure della statua di Vera Mukhina (artista sovietica) e il Signor e la Signora Monti. A me sembra non avesse tutti i torti, ma comunque giudicate voi:





Nei giorni scorsi alcuni ammiratori di Monti, pare ispirati dallo stesso Napolitano, avrebbero preso contatto  con il governo russo e un casa d'aste specializzata in souvenir sovietici, per l'acquisto e il traslato in Italia del monumento. Purtroppo, secondo un recentissimo dispaccio di Agence France Presse,  Putin avrebbe opposto un veto categorico all'operazione.


In pochi giorni una carica selvaggia di giornalieri della stampa prezzolata ha installato Monti Mario nell'immaginario popolare:


Monti il castigamatti;

Monti Caro Leader;

Monti il salvatore dell'euro;

Monti il tecnico .... dentario;

Monti cucina a palazzo Chigi, lava i piatti e chiede scusa per le bollette gravate dall'uso della lavastoviglie per dieci coperti e il gas per il cotechino;

Monti passa a Bruxelles e pernotta in tenda, no scusate quello era Gheddafi, pernotta nel suo appartamento. Sul pianerottolo incontra e saluta la signora Giovanna  che, con la sporta della spesa torna dal supermercato belga: "I cavoli di Bruxelles qui costano meno che a Quarto Oggiaro";

Monti cala a Cortina e rincorre per strada signore con triplo giro di perle naturali  esigendo lo scontrino fiscale e la dichiarazione dei redditi del 1972;

Monti salva dalle acque il nipote di Mubarak travolto dallo straripare di un torrente nell'Appennino ligure, alla domanda di Monti che gli chiede come si chiami, il bimbo risponde: "Mosè", questa notizia è stata  smentita dal sotto segretario  Malinconico. A Monti non importa niente delle inondazioni e non si è fatto vedere in Appennino con il giubbotto arancione della Protezione Civile;

Monti accompagna la signora Monti (ma non ci sarebbe bisogno di precisarlo, Monti è un maniaco monogamo ossessivo) al supermercato di fronte a palazzo Chigi (non esiste ma non importa nulla) e insiste con la cassiera affinché venga applicato lo sconto promesso "compro tre e pago due" sulle scatole di pelati da mezzo chilo;

Monti va da Sarkozy e da Merkel e dice loro: "Adesso abbiamo fatto la nostra parte, gli italiani mangiano pasta in bianco, senza sugo al pomodoro e senza parmigiano, è il vostro turno di fare qualcosa per l'euro!" La Merkel promette a Monti un invio alimentare di crauti scaduti, patate germogliate e altri generi alimentari  per i  "Restaurants des Herzens" (ristoranti del cuore) che l'ambasciata di Germania in Italia sta organizzando  per sfamare i pensionati italiani in miseria. La prima apertura è prevista nel quartiere romano EUR, seguiranno altre in via della Spiga a Milano e altri centri nevralgici del malessere sociale italiano. 
Quanto a Sarkozy ha subito voluto emulare la collega tedesca e lancerà in Italia non meno di dieci "Restos du Coeur" (ristoranti del cuore, versione originale francese) entro fine gennaio 2012.  Al menu il piatto forte sarà "l'andouillette à l'euro" e "le trous de l'os" (proprio così: il buco dell'osso). I "Restos" avranno nei confronti dei loro rivali tedeschi un osso nella manica, scusate un asso nella manica:  Carlà Sarkozy Bruni che canterà, per scaldare i cuori dei postulanti in coda sotto la neve, un suo rinnovato  successo "Quelqu'un m'a dit que tu mangeais encore", "Qualcuno m'ha detto che mangi ancora"
Monti, che se si fosse mai commosso in vita sua, si commuoverebbe ora a tanta prova di solidarietà europea, ringrazia e si gratta lo zuccone;

Monti trasforma un biglietto da 50 euro in uno da 5. Repubblica (delle banane di de benedetti) grida al miracolo, il direttore porta a Monti tutti suoi risparmi affinché ripeta il miracolo di fronte alla redazione;

Sorrisi e Canzoni intervista le signore Monti e Passera mentre prendono il te a Palazzo Chigi. La signora Monti tira fuori dalla borsetta tre  bustine di te Star, una per se, una per la Signora Passera, in dolce attesa, e una per l'intervistatrice. L'unica zolletta di zucchero viene concessa alla signora Passera, la signora Monti é troppo chic per non sapere che gli inglesi non mettono zucchero nel te e la giornalista .... be se lo porti da casa se le piace dolce.
Ad una domanda molto, forse troppo, personale, la signora Monti risponde citando Zaza Gabor, senza saperlo e senza humour: "Cosa vuole che sappia del sesso, sono sempre stata sposata (a Monti Mario)".

Sia come sia, a me sembra che Monti e il suo governo di tecnici confermi la saggezza della vecchia battuta di John Wayne: "Quando vedo un tecnico bancario, la mia mano corre alla pistola".





Intendiamoci bene, le pistole di John Wayne erano caricate a salve, stiamo parlando di Hollywood, non di Brigate Rosse di tristissima memoria.









January 5, 2012

MONTI: L'INCARICATO DI AFFARI

L'osservazione della scena politica italiana non è certo fonte di speranza, di ottimismo ma rischia invece di provocare fatale disperazione. Però una consolazione c'è: la realtà sfida l'immaginazione.
Pensiamo al caso Monti.
Quanti sei mesi sapevano chi fosse Monti Mario? Il presidente della boccioni, ex commissario  europeo, frequentatore remunerato di innumerevoli associazioni, banche, organizzazioni governative e no che non si distinguono per trasparenza e che non ambiscono a riempire le prime pagine dei giornali. Quanti sapevano chi fosse costui?
Cosa dire? Erano quattro gatti o sei? Magari otto? Diciamolo, in termini statistici e di comunicazioni di massa: non lo conosceva nessuno fuori dalla cerchia degli "addetti ai lavori", più o meno sporchi, e naturalmente della sua famiglia.
Ed ecco che agli albori del 2012 per la sfortuna di milioni di italiani, il Monti si ritrova Presidente del Consiglio dei Ministri, è un abbonato delle prime pagine dei giornali che ne fanno un'eulogia continua, facendo a gara a chi suona più falso, più ridicolo. Gara inutile perché già vinta in partenza da repubblica (delle banane di de benedetti), forse il più servile  giornale del mondo. 
Si dice, ma la fonte non è delle più affidabili,  che le ultime parole di Caro Leader di Corea del Nord siano state: "Ma perché io devo terrorizzare i giornalieri del regime mentre  Monti basta che si gratti lo zuccone perché la repubblica (delle banane di de benedetti) veda apparire tre arcobaleni levarsi dalla sua fronte?".

Quindi: Monti, chi è costui? Ma no! Ormai lo sappiamo tutti chi è il Presidente del Consiglio designato  in una riunione di affaristi nei locali di Banca Intesa. 
La domanda ora è: che ci sta a fare?


Ci sta a fare l'incaricato d'affari dei partiti che si lavano le mani delle vessazioni inferte agli italiani dal "tecnico", dal cavadenti. Monti è la bandierina bianca della tregua tra PDL e PD e partitini accessori, il becchino della politica che fa finta di essere morta per dare al Monti il tempo di fare quello che nessun politico che voglia essere un giorno eletto, non sia altro che ad uno scanno di consigliere comunale, vuole fare: spremere gli italiani più deboli (ma ahimè per i conti elettorali più numerosi) sino alla soglia della fame. Monti è la foglia di fico sul "culo flaccido di berlusconi" (verbatim da fonti autorevoli) e le pudende decorative di Bersani. Quando avrà ridotta l'Italia ad un campo di macerie, ma salvato l'euro, (ci mancherebbe!)  gli daranno  un bel calcio nel sedere in segno di eterna riconoscenza. I soliti politici torneranno sulla scena e ricomincerà il solito teatrino. Quando? Tra sei mesi? un anno? due?  Non importa, quel che conta è che potranno far finta che non sia successo nulla, che il governo Monti non sia stato il monumento alla loro inettitudine, alla loro completa e assoluta mancanza di cura per i destini del paese, al loro futile e miserabile gioco in difesa di loro privilegi mediocri e vili. 


Tornerà il momento per Bersani e di Pietro di dichiarare che Berlusconi si deve dimettere, per Casini di fare il bellimbusto acefalo, per Fini di richiamarci tutti ai valori e all'etica del voltagabbana a ripetizione, e, purtroppo, per Berlusconi di dichiarasi perseguitato dalla giustizia.

In fondo il più indegno è forse proprio Berlusconi, l'uomo che ha avuto tutto, l'uomo che ha avuto il parlamento (dei suoi impiegati) in mano, il controllo di media più che sufficienti a controbilanciare la perpetua solfa senza fantasia di repubblica (delle banane di de benedetti) su Lele Mora e Emilio Fede (secondo il giudice Bocassini i soli prosseneti di una città piena di prostitute come Milano, per lo meno i soli che valesse la pena di perseguire, ma lasciamo perdere.). Berlusconi poteva cambiare l'Italia, non aveva (più?) bisogno di rubare, aveva anche le capacità tribunizie da leader populista per trascinare e entusiasmare  le folle e, se avesse voluto,  una mente sgombra da stolidi ideologismi nei quali si è irretita la politica italiana per decenni. Da buon praticone, da "bauscia" milanese di origini piccolo, micro, nano borghesi,  sapeva anche farci con gli ingranaggi della politica, avrebbe potuto  continuare a menare per il naso Bersani e di Pietro per ancora vent'anni e riformare davvero l'Italia. La storia è piena di leader infinitamente peggiori di lui che hanno però fatto bene, rifondato paesi sull'orlo dell'abisso come è l'Italia di ieri e di oggi. Invece tra lasciare un segno nella storia d'Italia, un capitolo nei libri di scuola dei nostri nipoti, ha preferito correr dietro alle Noemi, alle "nipoti di Mubarak", alle donne più insignificanti del pianeta.


A Berlusconi non manca la cialtroneria del nuovo ricco, che gli avrebbe permesso di prendere le distanze dalla bella e la bestia, da Merkel e Sarkozy. Avrebbe potuto ricordare alle bella Angela che i giorni dell'Europa tedesca erano contati, che avrebbe potuto fare dell'Italia il centro di una reazione ed di un'alternativa al predominio tedesco assecondato da quel povero (.....) di Sarkozy e invece ha preferito fare il guitto, a fare cucù da dietro le colonne.


Credo che Berlusconi tornerà, la pallida immagine di se stesso, forse vincerà anche le elezioni grazie a Bersani e di Pietro. In fondo piacerebbe a tutti che vincesse e non solo alla Sora Cesira a cui sembra che il travet Monti non ispiri nessuna parodia musicale. Si capisce povera Cesira, tutta la sua lunga vita, Monti non ha mai ispirato altro che noia mortale. Tra le punizioni e castighi che gli italiani devono sopportare per la maggior gloria dell'euro, la presenza di Monti in televisione un giorno si e uno si, è quasi peggio dell'ICI sulla prima casa.







January 4, 2012

LASCIATECI SOGNARE

Dalle cronache ci vengono solo spunti per riflessioni amare. Nel momento della crisi, la classe politica nella sua interezza ha saputo stringersi a coorte ..... a difesa dei suoi privilegi, a difesa della continuità con l'esistente. Non uno di loro ha voluto, ne saputo tentare di essere all'altezza della situazione, di trovare nuove vie, di immaginare nuove soluzioni. 
Abbiamo assistito  allo spettacolo del richiamo alla mangiatoia, e nessuno ha dato prova di coraggio, abnegazione, intelligenza, volontà  e impegno morale e intellettuale. Di fronte alla insulsaggine e vigliaccheria  di queste legioni di "rappresentati" dei cittadini, del popolo (perché ognuno di loro è supposto rappresentare non solo chi l'ha votato, ma gli interessi e la volontà del popolo italiano) possiamo difenderci con acida ironia, possiamo rifugiarci nel nostro "particulare", possiamo parlare e fare sapere che possono vincere, ottenere quello che vogliono,  ma non farci marciare al loro passo, ma non toglierci la libertà e la coscienza.

Di più? Si può sperare, ma da dove potrebbe venire la salvezza che deve necessariamente passare attraverso la rottamazione di questo sistema incapace e corrotto sino alle radici?


Possiamo anche sognare.............:
Il primo di febbraio 2012 sono convocate le elezioni del nuovo parlamento nazionale.
Sono dichiarati ineleggibili gli ex deputati e ex senatori delle precedenti legislature a partire dal 1965.
Sono destituiti tutti i senatori a vita.
Sono abolite tutte le pensioni degli ex  deputati e ex senatori. I contributi versati verranno riconosciuti dall'INPS. Coloro che si trovassero in condizione di grave disagio economico, non avendo mai avuto altra parte o arte che quella di (tele) riscaldare gli scanni di parlamento e senato, potranno fare richiesta di una pensione sociale di 634 euro il cui pagamento sarà subordinato a effettive prestazioni sociali da parte dei beneficiari (accompagnatori di non vedenti, badanti di anziani, addetti alle pulizie in centri di accoglienza immigranti illegali. I deputati e senatori laureati in lettere e filosofia potranno essere incaricati dell'insegnamento della lingua italiana agli stranieri in detti centri di accoglienza). Coloro che ritenessero di non meritare tale trattamento, potranno presentare domanda di riabilitazione. Se accolta, sulla base di solide e comprovate motivazioni, riceveranno una medaglia al valore civile con la menzione "Io non sono un ladro".
Sono sospesi i diritti politici attivi e passivi di coloro:
1)  che sono stati condannati per reati che prevedano la sanzione della reclusione per sei o più mesi, indipendentemente dal fatto che abbiano o no scontato la pena carceraria. L'interposizione di appello non costituisce presunzione di innocenza. Ai condannati in primo grado saranno riconosciuti i diritti politici solo quando una sentenza di appello li dichiari innocenti;
2)  che sono stati sanzionati con multe superiori a mille euro per evasione fiscale;
3)  che hanno ottenuto condoni per esportazioni illecite di capitali all'estero;
4)  che hanno ottenuto condoni per abusi edilizi;
5)  che sono stati condannati per omicidio colposo (sul luogo di lavoro, sulle strade, eccetera).
6) che hanno prestato servizio come dirigenti in banche d'affari, finanziarie,  fondi mutui, hedge funds, agenzie di rating;
7) che hanno prestato servizio come funzionari di ogni ordine e grado nell'amministrazione dell'Unione europea.


La Camera dei deputati è costituita da 100 deputati, il senato da 40 senatori, 2 per ogni regione.
Sono aboliti i finanziamenti pubblici dei partiti politici, ogni deputato e sanatore eletto riceverà 2 euro per preferenza ricevuta e potrà ricevere donazioni da privati (esclusivamente persone fisiche) sino ad un massimo di 500.000 euro. Sono mantenuti gli emolumenti attuali di senatori e deputati ma sono aboliti tutti i servizi a carico dello stato. Ristoranti, bar, barbieri e altri servizi personali  dei due rami del parlamento saranno operati da privati in concessione.


Un mese dopo l'insediamento del nuovo parlamento saranno indette le elezioni regionali con gli stessi criteri.






TRISTE ANNIVERSARIO: L'EURO COMPIE DIECI ANNI

L'euro ha compiuto dieci anni. 
In Italia sono stati i dieci anni peggiori dalla fine della guerra: la povertà ha fatto grandi passi in avanti, le condizioni  dei lavoratori di tutte le categorie sono peggiorate, le prospettive di lavoro e di vita dei giovani sono oscure, quelle dei pensionati tragiche. Coloro che possono se ne vanno, emigrano, cercano prospettive e opportunità di farsi una vita altrove, lontano dall'eurolandia, una terra di desolazione. Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo ogni paese ha la sua storia diversa e tutte terribili. Si potrebbe riempire pagine di statistiche: potere d'acquisto, reddito, occupazione, produzione industriale, esportazioni, non si farebbe altro che allungare una lista  di cifre negative. 
Se ci fosse un pilota ai comandi si chiederebbe cosa non funziona, cosa sta portando l'aereo verso lo schianto. L'Italia per sua sfortuna non ha nessun pilota e ai comandi c'è un arci ragioniere che pensa che le "crisi e gravi crisi" fanno bene all'Europa. Pensa che bisogna andare alla disintegrazione dell'aereo Italia perché così si faranno "dei passi avanti" verso la devoluzione della sovranità nazionale alla commissione europea!


Un complotto contro il nostro paese delle speculazione finanziaria, delle banche, della Merkel, della UE, di Obama, la CIA e gli UFO?


NEANCHE PER SOGNO! Le teorie dei complotti del potere mondiale che affollano internet sono  deliri paranoici, infantili e pericolosi.
Ci sono solo interessi divergenti che perseguono fini eterogenei e in fondo chi può biasimare il Cancelliere tedesco per fare gli interessi della Germania? O Obama per fare quelli degli USA? O i banchieri per fare i loro e quelli dei loro azionisti? Persino gli speculatori, gente che francamente non vorrei frequentare ed avere vicino al bar, sono delle anonime nullità che funzionano come automi, come insetti che sembrano abbiano la capacità di sentire gli odori (il lucro per questa genia di vespe) a chilometri di distanza.


Quindi il problema dov'è? Nel coacervo di interessi grandi e piccoli, dalla salvezza del bilancio delle banche governate da imbecilli ai vitalizi dei deputati, ai privilegi dei burocrati brussellesi, ai detentori di patrimoni azionari denominati in euro che tutti hanno ragioni da vendere per imporre che si continui con questo STRUMENTO che se doveva portare benessere a molti, ai più, HA FALLITO.


Se il cacciavite a croce Nº3 non mi serve e mi spana la vite, lo cambio, lo butto via. Non distruggo il motore usando più cacciaviti Nº3. 


Cosi dovrebbe essere dell'euro che non è un fine, è uno strumento. Non funziona? Lo si cambi, lo si modifichi, lo si butti via se proprio è irrimediabilmente progettato e eseguito male.
Ma Monti non lo sa, e non perché sia cattivo. Monti passerà alla storia come un affamatore ma non ne trarrà nessuna soddisfazione personale, lo avrà fatto per cocciutaggine, per grettezza intellettuale, per incapacità di rimettere in causa abitudini di "pensiero" inveterate e confortanti.
Monti non è cattivo, è straordinariamente stupido ed è per questo che l'hanno messo li, a fare il lavoro sporco che nessun politico che avesse qualche aspirazione elettorale vorrebbe fare.
Monti è la tregua, la bandiera bianca tra cosiddetta sinistra e cosiddetta destra. Passata la buriana, sistemati gli italiani in una stanza un po' strettina, lo buttano via. Tanto gli italiani, come la maggioranza degli esseri umani, si abituano a tutto, anche a un poco di fame, anche alla mendicità, anche alla prospettiva di vivere sulla pensione della mamma fino a quarantacinque anni, poi quando muore magari la impagliano, come ricordo fece in URSS il figlio di una postina pensionata. 
Poi si ritorna a Bersani e di Pietro che ci diranno che Berlusconi deve dimettersi, si perchè si ritorna  a Berlusconi ed all'ennesimo processo, si ritorna a Fini che prova una nuova giacchetta, Casini a badare alle sue famiglie e tutti a consolarsi, a rallegrarsi: "Ragazzi, ricomincia la festa, anzi diciamoci la verità: non è mai finita". La nave prende acqua da tutte le parti, le terze e seconde classi sono inondate e le porte stagne,  per fortuna, chiuse sicchè i passeggeri di prima classe non hanno da preoccuparsi nessuno verrà a disturbarli: il bar è aperto e lo champagne è gratis.

Ma è necessario tutto questo? No. Ci sarebbero alternative da esplorare se si avesse a cuore gli interessi del paese e della sua gente. Ma chi? Ma chi li caccia via questi insulsi imbecilli che hanno occupato tutte le istituzioni, dal consiglio comunale  sino al parlamento?


Non ho risposta, ma credo di sapere che il destino è segnato e ci attende una rapido declino verso il nulla. Che tragedia: un così bel paese, tanto talento, tanto lavoro, tanta intelligenza, tanta bellezza, dissipati, distrutti dall'incapacità di esprimere una politica, uomini, donne, elettori, eletti pensosi del bene comune.