December 17, 2011

TRAMONTO DELL'EURO? MA QUANTI NE DEVE UCCIDERE PRIMA DI FINIRE NELL'OBLIO?


  


November 1, 2011, 9:01 am

Eurodämmerung

Things are falling apart in Europe; the center is not holding. Papandreou is going to hold a referendum; the vote will be no. Italian 10-years at 6.29 at pixel time; that’s a level at which the cost of rolling over the existing debt will force a default, even though Italy has a primary surplus. And with everyone simultaneously pushing for fiscal austerity, a recession seems almost certain, aggravating all of the continent’s problems.
I’ve been charting this trainwreck for a couple of years, and am feeling too weary to trace through it again right now. Let’s just say that the euro was an inherently flawed idea that can work only given a strong European economy and a significant degree of inflation, plus open-ended credit to sovereigns facing speculative attack. Yet European elites embraced the notion of economics as morality play, imposing across-the-board austerity, tightening money despite low underlying inflation, and have been too concerned with punishing sinners to notice that everything was going to blow apart without an effective lender of last resort.
The question I’m trying to answer right now is how the final act will be played. At this point I’d guess soaring rates on Italian debt leading to a gigantic bank run, both because of solvency fears about Italian banks given a default and because of fear that Italy will end up leaving the euro. This then leads to emergency bank closing, and once that happens, a decision to drop the euro and install the new lira. Next stop, France.
It all sounds apocalyptic and unreal. But how is this situation supposed to resolve itself? The only route I see to avoid something like this involves the ECB totally changing its spots, fast.
Aside from that, Mr. Draghi, are you enjoying your new job?


2 comments:

  1. Fuori l'Italia dall'Europa.Torniamo alle vecchie rigide frontiere con tanto di passaporto e tante belle monetine diverse
    Poi già che ci siamo diciamo che ci siamo sonoramente sbagliati 150 anni fa e che forme sarebbe utile un paese più sovietico e meno parlamentare

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  2. Gentile Anonimo,
    Grazie per il suo commento anche se non sono d'accordo sull'identificazione euro (una moneta), Europa (un continente, un fondamento culturale comune a quasi tutte le nazioni che occupano questo continente) e Unione Europea (un progetto di cooperazione, poi di "unione" tra un numero crescente di Stati nazionali).
    Dall'Europa continente non usciamo. Dell'Europa come coscienza, come cultura, l'Italia è membro per così dire costitutivo, ne uscissimo noi l'Europa sarebbe un'altra, ma anche questo non è possibile, non si disfano per decreto 1500 anni di storia. Dalla Unione Europea possiamo uscire? Certo ma perché dovremmo uscirne? La questione è cosa crediamo che debba essere l'UE. Forse ci sono alternative alla UE come la concepiscono gli attuali governi francese e tedesco o la burocrazia europea arroccata sui suoi privilegi. Di questo si può discutere, o no?
    Dall'euro poi, si può uscire senza rinunciare al resto, è una moneta, non è una bandiera, è uno strumento non è un fine. Se non funziona, se fa più male che bene, e se non si può modificare, lo si abbandona. Ma insomma, se uno soffre di depressione e la medicina che gli danno provoca tre tentati suicidi, che si fa si rincara la dose o si prova qualcosa d'altro?
    In politica gli esperti servono in cucina non ai piani alti. Al governo servono degli uomini e donne di grandi visoni che hanno ricevuti la fiducia e il mandato dei cittadini che dovrebbero essere animati dal desiderio del bene comune e armati di tanto buon senso, di senso comune. In Europa mancano ogni giorno di più tanto i primi quanto i secondi. Dobbiamo disperare? Facciamo finta di no e andiamo avanti.
    Sul soviet e i parlamenti, sono d'accordo con lei: più rispetto per i parlamenti nazionali e meno poteri ai soviet delle commissioni e dei commissari (si chiamano commissari i capoccioni di Bruxelles , proprio come in URSS)

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Tutti i commenti sono benvenuti. Euro Eroe sarà felice di dialogare e discutere in particolare con nuotatori contro corrente.
Euro Eroe è amareggiato, forse anche acido (vorrebbe essere corrosivo) ma pensa che chi decide di ricoprire un ruolo pubblico deve essere pronto a subire le critiche anche aspre di coloro sulla cui vita le sue azioni avranno delle conseguenze.