L'europeismo nel nostro paese è un ideologia, ma meglio sarebbe dire un alibi, vuoto di contenuto. Agli italiani s'è fatto conoscere l'Europa delle etichette sui prodotti alimentari, l'Euro(pa) 1, 2, 3, e quant'altri numeri dei motori d'automobile e, da dieci anni, l'Europa dei biglietti da da 5 a 500 euro. Abbiamo le euro-lavanderie, l'euro-che ti pare, l'euro-nulla.
Quando l'insulsaggine della classe politica italiana raggiunge e supera i livelli di guardia, basti pensare al Prodi, alcuni italiani guardano "all"Europa" come sorgente di lumi, di moderazione e di ragionevolezza. Tale speranza non solo è vana ma è anche vile. Non è altro che l'abdicazione all'esercizio dei nostri diritti e una maniera di sottrarsi ai nostri doveri. Si sente dire: "Siamo un popolo inetto, ci pensi l'Europa". Ma a quale Europa ci si riferisce quando si enuncia una sciocchezza del genere? Evidentemente non ad un entità impersonale, ideale o spirituale che non può pensare PER noi ma solo PER MEZZO di noi. Ci riferisce quindi a qualcosa di concreto: ai centri di potere che si sono formati a Bruxelles, agli uomini e donne che li fanno funzionare e ne traggono personale vantaggio, economico, politico, personale potere e privilegio. Ebbene questi centri di potere non hanno e non possono avere a cuore gli interessi dell'Italia, come di nessun altro paese, si autoalimentano delle logiche bulimiche delle burocrazie. Altri governi, il tedesco, il francese, per esempio, sanno come farsi valere, come farsi sentire, come piegare la burocrazia brussellese ai loro interessi. L'Italia no, noi siamo "europeisti"! I Monti che i nostri governi mandano a Bruxelles, sono "europeisti", probabilmente gli unici ad esserlo in tutta la città di Bruxelles. Una forma di riconoscenza della panza e una parolina vuota che ben copre il vuoto ideale e intellettuale di questa genia. Ma che cos'è l'Europa dei Monti & Co.? Difficile a dirsi perché a vederlo grattarsi lo zuccone con il ditino si ha come l'impressione che le idee originali non si affollino nella tesa di questo tristo signore.
Proviamo quindi a prendere vie oblique, chiediamoci invece che cosa NON È l'Europa di Monti & Co.
Non è l'Europa della solidarietà, della comprensione e dell'amicizia tra i popoli europei. La prova più terribile di questo ci viene dalla Grecia, un paese al centro della cultura europea. Non saremmo quello che siamo e siamo stati senza la grandezza spirituale, morale, artistica della Grecia antica e MODERNA. L'indifferenza nei confronti delle prove terribili a cui sono confrontatati i nostri AMICI greci (in particolare amici di noi italiani) è agghiacciante. I cortigiani pagati alla giornata dai mandanti del governo golpista Monti coprono di inchiostro le pagine della "repubblica" (delle banane e di de benedetti) per raccontarci della spesa della signora del sullodato, con tanto di carrello alla sma, ma della spesa di migliaia di famiglie greche che non mangiano abbastanza per sfamarsi, nulla. Della crisi sanitaria, della mancanza di medicine, nulla! Della disperazione dei giovani nulla!
In compenso la feccia brussellese si culla da anni con l'idea di fare entrare la Turchia nella UE. Solo l'idea di un siffatto accordo è lo schiaffo più grande si possa fare alla Grecia che, ancora una volta, è quello che è perché per secoli ha resistito all'oppressione violenta e crudele dell'invasore turco. Ma che amicizia è mai quella di uno che ti invita a casa sua e poi ti mette a tavola lo stupratore di tua madre e di tua sorella? La riposta viene da se, non c'è nessuna amicizia, nessuno rispetto, nessuna comprensione per l'altro perché quella di Bruxelles è un Europa di ignoranti, di pezzenti che badano solo ai loro interessi personali e a quelli di coloro che li pagano: le banche, il grande capitale monopolistico, i centri organizzati del potere finanziario. Dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, si diedero le condizioni per una dolorosa, difficile ma profonda riconciliazione dei popoli europei. Pensate a De Gaulle e Adenauer, (il salvatore della Francia, il tedesco di Colonia che non aveva mai patteggiato col nazismo) insieme, in piedi di fronte all'altare della cattedrale di Reims. Non sembra ci fossero dietro le quinte dell'incontro in quel luogo simbolico, ragionieri in esercizio (i ragionieri quando si tolgono le mezze maniche son uomini come tutti gli altri) a contare gli utili delle banche, dell'Alitalia, delle prebende dei burocrati.
"Io amo la Grecia", "I love Greece".
"Αγαπώ την Ελλάδα".
Dobbiamo esigere che il nostro paese aiuti la Grecia, dobbiamo aiutare i Greci. Noi italiani primi di tutti abbiamo un DEBITO immenso verso la Grecia: il sinistro pagliaccio Mussolini volle spezzare le reni al più bel paese del mondo, i nostri soldati furono ricacciati in Albania ma la guerra fratricida dichiarata dall'Italia fascista provocò l'intervento dei tedeschi che lasciarono una lunga striscia di sangue ed orrore di cui la Wehrmacht era specialista. L'incredibile è che i Greci si difesero e bene ma senza odio personale verso gli italiani. Non ce ne vollero quanto avremmo meritato, al punto che molti di loro accolsero e protessero dalla barbarie nazista i soldati italiani abbandonati a se stessi nel 43. Non ce ne vogliono oggi.
Ma che razza di bestia è l'Eurpa di Merkozy, Monti e Passera? Ce ne deve essere un'altra, costruiamola nelle nostre menti e nei nostri cuori e forse l'incubo della perversione impudente di una grande e bella idea potrà svanire alla luce del sole, se possibile al meraviglioso sole greco. Se l'Europa conoscerà una nuova aurora auguriamoci che sia greca, Eos dalle dita rosate, rododactilos aurora.
No comments:
Post a Comment
Tutti i commenti sono benvenuti. Euro Eroe sarà felice di dialogare e discutere in particolare con nuotatori contro corrente.
Euro Eroe è amareggiato, forse anche acido (vorrebbe essere corrosivo) ma pensa che chi decide di ricoprire un ruolo pubblico deve essere pronto a subire le critiche anche aspre di coloro sulla cui vita le sue azioni avranno delle conseguenze.