May 18, 2012

DEEPLY SUPERFICIAL

Il pensatore Mariuolino Monti è intervenuto difronte al parlamento europeo e con il suo stile pensoso si è chiesto come si "fa a conciliare integrazione (europea) e democrazia". Per una volta la questione è seria, come si fa infatti a rinunciare alla sovranità nazionale senza ledere i diritti politici costituzionali dei cittadini?


Di colpo il Monti passa all'inglese (nella versione boccioniana, le errrre che rrrotolano, le vocali approssimative, più Naviglio che Tamigi, con un splendido off carrrss, che è in inglese boccioniano tanto argomentativo quanto il famoso "per definizione") e butta li una sorprendente associazione tra un avverbio  ed un aggettivo,  profondamente e possibile:
"It is deeply possible to reconcile democracy and integration" (è PROFONDAMENTE POSSIBILE riconciliare democrazia e integrazione). 
Il poverino forse voleva dire "è possibile una conciliazione profonda tra democrazia e integrazione" ma s'è confuso e ha sbattuto il profondo sul possibile. Succede a chi parla molto, fattura molte consulenze ma si ritrova con poco tempo per le buone letture.
Per una volta non mi soffermo sul carattere anapodittico, non argomentato delle affermazioni del filosofo della Goldman Sachs and Co e neanche rido nell'ascoltare il becchino della democrazia italiana montificare su un argomento che gli è "profondamente" incomprensibile.
Preferisco assaporare il concetto nuovo della possibilità profonda e sopratutto godermelo come un preludio all'ossimoro da "Osteria numero venti" che viene dopo, quando il Monti attacca un parlamentare inglese colpevole di "deeply superficial insular culture", (profondamente superficiale cultura insulare).


Siamo alla vetta del pensiero montiano la superficialità profonda, la profondità superficiale che non riesce a nascondere l'abissale idiozia del Nostro che prima di parlare di cultura insulare dovrebbe riprendere in mano il bigino di storia moderna dei tempi del Leone XIII e notarsi sul polsino della camicia da bancario: "parlamento inglese, magna carta 1215, processo di Carlo primo 1649". 


Dovrebbe ricordarsi che la democrazia come la conosciamo in occidente è nata in una "deeply superficial insular culture", dovrebbe ricordarsi che in tempi più recenti senza l'Inghilterra follemente insulare che sola resistette alla volontà di dominio della Germania nazista, l'Europa di oggi sarebbe o nazista o sovietica. Ma chissà che in fondo a questo becero burocrate senza il lume dell'intelligenza, l'Europa piacerebbe proprio così, sotto lo stivale insanguinato di un padrone barbaro e crudele.


Monti è la vergogna dell'Italia, e che questo pezzente, ignorante, incolto, mezzo analfabeta possa passare presso una parte dell'opinione pubblica italiana come un distinto signore con due neuroni in testa, la dice lunga sull'incultura, l'ignoranza, la degenerazione intellettuale del nostro popolo dopo quarant'anni di distruzione sistematica della scuola, dell'educazione, del senso civico, delle "buone maniere".


Forse è finita e non c'è altro da fare che occuparsi del proprio particulare, del proprio giardino, dei buoni libri, della buona musica, dei propri pochi amici, vegliando  a che il meriggiare pallido e assorto (sia) presso un rovente muro d'orto (il più alto possibile).


E invece no! Non per noi ma per i nostri figli dobbiamo resistere all'abbrutimento morale e intellettuale che questa casta di malefici politicanti e di  "tecnici" falsi e veri malfattori, hanno causato al nostro amato paese.

Via Monti, via Napolitano, via Passera e Ciccia! Via tutti! Riprendiamoci l'Italia.

May 16, 2012

PASSI AVANTI, PASSI INDIETRO. MONTI SI DECIDA: SI TIRI FUORI DAI PIEDI!

È proprio lui, Monti Mariuolino, il pensatore di Rodin.



Il fine pensatore Monti Mariuolino non smette mai di pensare, di riflettere e da uomo intelligente che è, ritorna sui suoi passi e dichiara oggi che le crisi fanno fare passi indietro. Ecco infatti l'ultimo parto di "Delirio Continuo", il presidente del consiglio dei ministri con la febbre  a 42º, che parla ai giovani della "Cittadella della Pace" di Arezzo e dichiara:


"Ci si chiede se l'Unione Europea sia ancora un modello o fa passi indietro: tutte e due le cose. Sta facendo passo indietro ma è un modello di grande importanza. L'Italia ha il dovere di contribuire, come fondatore e con una opinione pubblica favorevole, a rimediare i passi indietro e far fare passi avanti"


Chi segue questo blog ricorderà  forse il discorso dello stesso zuccone con la permanente: "L'Europa ha bisogno di crisi perché fanno fare passi avanti" in cui il poveretto annaspa con il suo incerto italiano, la sua insipida oratoria, le costruzioni sbilenche, le astrattezze vuote di pensiero e la ripetizione ossessiva di "evidentemente" "per definizione",  miserabili sostituti di argomentazioni che il cervellino nato stanco del Monti non può produrre.   È certo crudele ricordare ad un  delirante il delirio precedente, si può forse pretendere che ricordi, si può pretendere che un delirio sia coerente? 
Clinicamente il delirio paranoico può essere coerente, tanto che la paranoia é stata anche definita la "folie raisonnante" (la follia che ragiona) ma quella di Monti non è paranoia è dementia, ed alla dementia non si può chiedere nulla, in particolare se affligge un professorino della boccioni che ricopre un'alta carica dello Stato.


Passi avanti, passi indietro..... ma lasci perdere "tecnico" dei miei stivali. Faccia un passo di lato e si tiri fuori dai piedi degli italiani.


May 7, 2012

Salviamo l'euro! Dissolviamo i popoli!

Si delineano sempre più chiaramente gli effetti catastrofici dell'assoggettamento dell'Europa all'euro tedesco. Da monetaria ed economica la crisi generata dalla scellerata visione di un'Europa imperiale con capitale a Berlino, è divenuta politica, sociale e sopratutto morale.
Quando i popoli hanno la possibilità di parlare, di esprimersi, di fiatare direbbe Napoletano, di votare direbbe un sincero democratico, lo fanno chiaro e forte e contro l'Europa della Merkel.
Sarkozy paga per avere capito troppo tardi che l'associazione subordinata con la Germania gli avrebbe alienato l'elettorato francese, i greci sconfessano il governo del fantoccio di Berlino e di Goldmann Sachs.
Come già accaduto in passato il disgregarsi della società sotto i colpi della miseria inflitta da pochi ai più, scatena le forze più bestiali che gli esseri umani nascondono sotto la sottile vernice (ma quanto importante!) della civiltà: appaiono in Grecia i neonazisti. Saranno questi dementi l'Alba (sic) di una nuova Europa degenerata, corrotta dalla volontà di potenza di un governo tedesco? Dio non voglia!


Ma l'assottigliarsi delle file degli amici della Merkel (presto le resteranno solo i fedelissimi burocrati dell'UE, si capisce la pagnotta viene prima di tutto) segna anche il grande momento di Monti e, in second'ordine, di Napolitano, il primo è l'uomo che nessuno ha votato e che nessuno voterà mai e il secondo è l'uomo che non vuole le elezioni.
A questo proposito bisogna dire che il senile Napolitano non è il solo a non volere le elezioni in Italia, sono tutti d'accordo a non volerle. Perché alzarsi da tavola? Mentre Monti spreme sangue dagli italiani e si fa dare la petente di virtuoso dalla Merkel,  gli altri, le migliaia di nullità fameliche che costituiscono la casta politica italiana seguono mangiando a quattro palmenti prima che finisca la festa. Il mondo è meraviglioso e la vita è bella, finché dura!
Ma finirà la festa? Di elezioni anticipate o no, non se ne parla, sembra che non fossero opportune in un momento di crisi acuta che evidentemente nonostante i successi planetari di Monti strombazzati dalla stampa di regime, continua anche adesso. Napolitano non le vuole, certamente non adesso ma forse meglio mai, per non dare fiato ai demagoghi e agli elettori. Citto tu, cittadino, chi credi di essere?


A nessuno di questi gangster viene in mente che la prima cosa di cui abbia bisogno un governo per affrontare una crisi epocale come quella che traversiamo sia la legittimità democratica, l'adesione del popolo ad un progetto, la rifondazione della solidarietà nazionale! 
Ma questi non sono altro che gangster, milanesi, romani, brussellesi, di ogni risma, di ogni brutto accento.


Non è la prima volta che si dia un caso del genere.


Come scrisse Bertolt Brecht in occasione delle grandi manifestazioni operaie a Berlino Est nel 1953 in "La soluzione" (Die Lösung*):

Nach dem Aufstand des 17. Juni
Ließ der Sekretär des Schriftstellerverbands
In der Stalinallee Flugblätter verteilen
Auf denen zu lesen war, daß das Volk
Das Vertrauen der Regierung verscherzt habe
Und es nur durch verdoppelte Arbeit
zurückerobern könne. Wäre es da
Nicht doch einfacher, die Regierung
Löste das Volk auf und
Wählte ein anderes?


Il popolo ha perduto la fiducia del governo
e può riguadagnarla solo raddoppiando i sacrifici
Non sarebbe più facile in questo caso
che il governo sciogliesse il popolo
e ne eleggesse un altro?




Non è curioso come tutti i regimi autoritari, antidemocratici e tendenzialmente totalitari si rassomiglino?


In Italia si voterà mai un nuovo parlamento? E se si dovesse un giorno votare, per chi?








* I lettori italiani perdoneranno la citazione in lingua originale, è per ricordare ai nostri amici tedeschi, che anche loro hanno conosciuto momenti difficili e governi imposti dagli stranieri!

April 30, 2012

I PIANI SEGRETI DI MONTI E MERKEL

Ebbene si lo confesso: sono un lettore compulsivo di "repubblica delle banane di de benedetti".
Mi dicono che sia così per le sigarette, ogni giorno ci si ripromette di fumare l'ultima e poi si ricomincia dieci minuti dopo. Si lo confesso: "repubblica delle banane di de benedetti" è  divertente. Riuscire a fare un giornale di buffonate, di ridicola adulazione, di menzogne, di disinformazione sistematica su una tela che mostra la sua trama da tutti i buchi, un giornale che ogni giorno sfida la credulità del suo povero pubblico è un'impresa che, certo, non merita rispetto alcuno, ma che riesce a strappare un sorriso amaro. Chi non ha sorriso di fronte alla sfacciataggine del truffatore alla italiana, protagonista di tanti film cinici e divertenti di cui Cine Città aveva il segreto?


Eppoi, si sa, siamo tutti sensibili al piacere inutile, e lo ammetto, poco elegante, del "te l'avevo detto". (Vedi i miei due "posts" del 24 gennaio). Ebbene "repubblica delle banane di de benedetti" titola la sua edizione internet di oggi con:
"Crescita: Un piano segreto di Monti-Merkel". Se siete di buon umore e potete prendervi senza rattristarvi troppo una dose di piaggeria, non perdetevelo. Vi troverete delle perle come: "il nuovo asse Roma-Berlino" (Dio ci liberi, non è forse bastato il primo?),  Monti e il suo ministro degli esteri protagonisti della rinascita dell'Europa, l'Italia virtuosa dopo i partouze sessuali e di spesa del Berlusconi, (non citato ma si capisce, in altra parte del giornale si da dovizia di registrazioni telefoniche che non presentano nessun interesse pubblico ma servono bene lo scopo della distruzione di un avversario in affari del de benedetti). Quando poi si tratta di descrivere quali sarebbero la misure volte a stimolare la crescita, ebbene si resta sulla propria fame, perché c'è il vuoto pneumatico dell'informazione. Normale diranno alcuni, è un segreto, ma non un segreto istruttorio sancito dalla legge, la legge che "repubblica delle banane di de benedetti" insulta un giorno si e l'altro si, è il segreto delle armi dell'asse Roma Berlino, tanto attese oggi come sessanta sette anni fa quando non sembra  fossero arrivate in tempo per salvare i due sinistri buffoni dell'asse precedente.


E siccome sono in vena di confessioni e sono discendente di resistenti veri in due paesi diversamente martoriati dall'asse Roma-Berlino, mi viene di aggiungere che non piangerei lacrime irrefrenabili al vedere  questo Monti, quest'impostore figlio di gesuiti  che ha osato riferirsi ai valori della Resistenza per servire i suoi scopi di bancario/burocrate/professorino dei miei stivali, fare la stessa fine del suo predecessore in assi romani. Ma son sogni, inoffensivi e inutili!


Però "mi consenta" (come avrebbe detto il suo ex-amico Berlusca) professorino Monti, lasci stare la Resistenza, parli se vuole di un'altra tassa, una tassa sul macinato o ancora meglio sul macinabile, ma abbia il decoro di non insozzare con la sua boccaccia il ricordo di coloro che sono morti per non inginocchiarsi di fronte all'asse Berlino-Roma.


Il nuovo asse Roma-Berlino, che esiste sopratutto nella teste romane, se è qualcosa è solo il progetto di distruzione della sovranità nazionale dei paesi che hanno aderito alla cosiddetta Unione, è solo la volontà di burocrati senza legittimità di farla finita con i diritti politici dei cittadini.

La Merkel, che può parlare chiaro, lo ha detto bene: "Faremo in modo che la validità dei trattati sia fuori dalla portata di qualsiasi possibile rinegoziazione". 
Cosa abbiamo bisogno di più per svegliarci? Un trattato che non possa essere rinegoziato o semplicemente denunciato, non è più un trattato sottoscritto da uno stato sovrano, è un diktat imposto ad un territorio occupato


I veri nemici dell'Europa sono i delinquenti contro le Costituzioni nazionali, gli  aderenti alla banda di gangster in vestitino grigio di bancario che si sono impossessati di Bruxelles e da li e dalle capitali che sono cadute in mano loro, conducono una guerra sistematica alla democrazia, alla libertà, alla dignità dei popoli Europei.


Quanto al Napolitano, si può sperare per lui che di fronte ad un improbabile tribunale della Storia, possa invocare l'attenuante della senilità e della "demontia".

Intanto si consuma la tragedia di centinai di migliaia di italiani, la crescita dei suicidi di lavoratori e imprenditori, l'aggravarsi  le condizioni di vita di tutti, la fine  delle legittime speranze dei giovani che si infrangono di fronte al precariato e la disoccupazione a vita.

April 25, 2012

NAPOLITANO E MONTI HANNO RAGIONE

da repubblica (delle banane di de benedetti):

Napolitano: «Non dar fiato ai demagoghi»
Monti: «Cambiare modo di pensare»

 

 Hanno ragione!

 

Napolitano ha ragione, non biosgna dare fiato ai demagoghi, e già che ci siamo non bisogna non dare fiato agli elettori. Fiato, flatus, voce, voto, basta con queste fesserie. Quando uno ha un burocrate di Bruxelles in casa che bisogno ha di fiatare?


Monti ha ragione, bisogno cambiar corso di pensieri, basta con il consumismo forsennato delle classi popolari, quando dovete comprare un paio di scarpe nuove, mettetivi a letto, tanto il lavoro non c'è l'avete e non c'è nessun fabbrica che v'aspetta.

Quando avete appetito, pensate alla faccia di Monti e avrete voglia di morire, la misura più radicale ed efficace per ridurre le spese.

April 23, 2012

L'EURO E IL DECLINO DELL'EUROPA

Un amico mi ha inviato questo disegno.

Un disegno, si dice, vale mille parole. È tanto vero che verrebbe voglia di non aggiungere nessun commento al grafico riprodotto qui sopra.


Mi limito a fornire un breve promemoria e porre alcune domande che trovano visiva risposta nel disegnino proposto alla vostra attenzione:


L'euro entrò in circolazione il primo gennaio 2002.

Dove stava la crescita industriale della Germania nel 2002 rispetto alle altre tre grandi economie della zona Euro?


Quando è cominciato il declino di Italia, Spagna e Francia?


Quando si è verificato il sorpasso della Germania in termini della dinamica di crescita della produzione industriale?


Dove stanno oggi Italia, Francia e Spagna rispetto ai loro risultati storici?


Sarà forse grazie all'euro che in Italia siamo tornati al livello di  VENTIQUATTRO anni fa?


Lascio ai lettori l'uso del buon senso per trarre le conclusioni che sembreranno loro più  ragionevoli.


Per parte mia mi da un poco di sollievo gridare:
I servitori dell'euro sono i traditori della nostra patria, della nostra gente, dei nostri lavoratori dei nostri giovani.

I francesi hanno impartito una memorabile lezione a Sarkozy che ha due settimane, se vuole vincere le elezioni presidenziali,  per far dimenticare la sua sudditanza alla Merkel e all'euro. Ci riuscirà? È poco probabile.

Ma noi italiani quando daremo una lezione a Napolitano / Monti?
C'è un farabutto nella schiera dei lacchè del potente del momento che ha proposto di posporre le elezioni per lasciareil tempo a Monti di finirla con l'Italia e gli italiani.
Attenzione, dal colpo di stato al plebiscito il passo è breve!





CHI HA VOGLIA DI AVERE INUTILMENTE RAGIONE?

Chi scrive non ha mai preteso di esser un tecnico, di avere una qualche autorità sancita da un diplomino della Boccioni, chi scrive si appella ad una lunga tradizione di pensiero europeo, e massime inglese, che considera che, anche se mal ripartito, il senso comune è dato a tutti gli esseri umani ed è uno strumento straordinariamente efficace per dirimere, in particolare ma non solo, le questioni che nascono dalla vita sociale.


Il senso comune e la matematica delle quattro operazioni sarebbero stati  sufficienti a predire che l'applicazione di misure fiscali  draconiane (e vessatorie) avrebbe aggravato la flessione del PIL in Italia, lo stesso senso comune era sufficiente per predire che la flessione del PIL avrebbe colpito il gettito fiscale rendendo elusivo il raggiungimento degli obbiettivi perseguiti di rapida riduzione del debito in proporzione con il PIL stesso.


Tutto questo il senso comune lo sa, i tecnici e qualcosa di più delle quattro operazioni, servirebbero per trovare il giusto punto di equilibrio tra l'aumento del gravame tributario e l'effetto di contrazione del PIL.
Dai "tecnici" al governo nessuno si aspetta che facciano politica, che guidino un paese e un popolo fuori dalla tormenta che gli si è abbattuta addosso, nessuno pensa senza ridere amaramente, a Monti come a un de Gaulle, a un Churchill, a una Thatcher o persino a un Tony Blair.* Il governo che ci ha imposto il colpo di stato di Napolitano è il governo del tramonto della politica, della notte della polis, della preparazione a quello che ci aspetta, la fine della sovranità popolare e l'esercizio del potere da parte di fatui e insignificanti burocrati, oggi installati a Roma, domani a Bruxelles o Berlino.


Ma la cosa tragicomica è che questi non sono neanche "tecnici", questi sono impostori, ciarlatani, apprendisti stregoni che non sanno fare il loro mestiere, e i risultati sono davanti gli occhi di tutti: per propria ammissione del governo, la recessione che si aggrava ogni giorno renderà impossibile il raggiungimento degli scopi perseguiti nei tempi annunciati.
Bravo Monti! Bravo Passera! Bravo Caccia, Ciccia o Ciaccia o come diavolo si chiama!
 


Un'amica mi faceva notare:


"In fondo che  Monti sia Presidente del Consiglio dei Ministri non mi importa niente, uno zero in più in una lista lunghissima di zeri che hanno occupato lo stesso scranno. Quello che mi scandalizza è che questo zero ha occupato una cattedra universitaria, ha fatto dei discepoli, ha parlato con autorità a dei giovani piuttosto innocenti le cui famiglie han fatto sacrifici per mandarli alla "Boccioni". Questo Monti ha lasciato dietro di se un reggimento di allievi supponenti ("hue! non avremo mica pagato la Boccioni per niente?" da pronunciare se possibile con accentaccio vulgar-milanes-lumbard-berlusconiano) e peggio che ignoranti: privi di spirito critico, di autonomia di pensiero e di giudizio, dei montiani insomma."






* Giudicateli come volete ma è certo che ognuno dei citati avesse, in misura differente, una visione del destino del proprio paese, la capacità di farne partecipe, di convincere e guidare il popolo nella direzione da loro voluta. Tutti costoro hanno lasciato una marca nella storia del loro paese che corrisponde ad una volontà e non ad una situazione subita con opportunismo "tecnico ciarlatanesco".

February 28, 2012

I DEBITI DELLA GERMANIA (2)

I tedeschi devono stare attenti e devono ricordarsi che la loro posizione in Europa è e resterà delicata. Devono ricordarsi il loro passato recente, devono ricordarsi che la loro sopravvivenza come nazione è dovuta al rapido incrinarsi, negli anni immediatamente successivi la fine della guerra, dell'alleanza contro natura tra l'Unione sovietica da una parte e Stati Uniti, Inghilterra e Francia dall'altra. Se non fosse stato per il calare della cortina di ferro, gli alleati avrebbero probabilmente messo in atto i loro piani di obliterazione definitiva della potenza tedesca che ha rappresentato una minaccia permanente per la pace in Europa. I tedeschi devono ricordarsi che la fine della guerra fredda ha dato loro la storica opportunità della riunificazione (temuta da tutti i governanti europei con un poco di senso della storia e degli equilibri politici, demografici ed economici) ma quella stessa fine della guerra fredda li rende meno indispensabili come cuscino di fronte ad una minaccia sovietica che non esiste più. Nessuno può negare che la Germania ha contribuito alla formazione dell'identità europea in termini sopratutto culturali e religiosi (da Bach a  Lutero) ma i tedeschi sbaglierebbero molto a considerarsi centrali in Europa in termini altri che puramente geografici. L'Europa non può fare a meno della Francia, non può fare a meno del Regno Unito, e crediamo non possa fare a meno di Grecia, Italia, Spagna e Polonia. L'Europa può fare benissimo a meno della Germania. Di fatto questo era uno degli scopi della guerra degli alleati che fecero un primo passo in questa direzione nel 1947, prima di arrestarsi di fronte alle mutate condizioni del dopoguerra: ci riferiamo alla formale dissoluzione dello stato Prussiano ad opera del "Allied Control Counsel" (Alliierter Kontrollrat per rinverdire la memoria dei nostri amici tedeschi) , un atto militare e politico senza precedenti nella storia, la fine per decreto di uno Stato, l'espulsione della sua popolazione dalle terre assegnate a Polonia e URSS, l'integrazione dei possedimenti dinastici degli Hohenzollern in Germania settentrionale e occidentale nei Länder limitrofi.

C'è qualcuno fuori dalla Germania in Europa che sente la mancanza della Prussia? Eppure era la terra di Emmanuel Kant (la sua città oggi si chiama Kaliningrad, è russa e prende il nome da un sicario di Stalin) e ad un suo re, Johann Sebastian Bach dedicò "L'Offerta Musicale", la "Musikalische Opfer" per l'appunto.

I tedeschi devono stare attenti a non insultare nessun popolo europeo e in particolare nessun popolo che ha sofferto della barbarie senza precedenti tra i popoli civili di cui si sono macchiati i soldati tedeschi (attenzione non le SS, non la Gestapo, non le Waffen SS, no! parliamo dei soldati tedeschi coscritti nella Wehrmacht, assassini di civili, di prigionieri di guerra, da Kalavrita a Cefalonia, da Marzabotto a Oradour-sur-Glane, di innumerevoli villaggi polacchi, ucraini  e russi*).


I governi tedeschi che si sono succedutisi dopo la restaurazione della sovranità tedesca son stati sempre molto cauti ed attenti a non offendere Israele e hanno fatto benissimo.


Se vogliono non frasi odiare di nuovo in Europa, da Thurso in Scozia a Lampedusa, passando per Atene e Skopelos, farebbero bene a moderare i loro giornalai e la loro opinione pubblica piuttosto gretta, e smettere di insultare i greci "fannulloni", che come dimostrano le statistiche OCDE lavorano 40% più ore alla settimana che gli operosi tedeschi.


Ma su questo torneremo.


• Chi scrive non ignora il contributo di barbarie degli "italiani buona gente" quando ridotti allo stato di bestie acefale dal fascismo, come a Domenikon in Grecia dove i soldati italiani fucilarono oltre 150 civili per rappresaglia contro i partigiani greci che li avevano attaccati per difendere la loro patria.









I

February 23, 2012

I DEBITI DELLA GERMANIA

La matematica della massaia contro i delirii dei super ragionieri modello boccioni.
 
La Grecia deve 1,6 volte il PIL. Ipotizzando un costo medio di finanziamento del 6% sull'insieme del debito e delle scadenze, la Grecia deve destinare il 9,6% del PIL al servizio di tale debito. Se poi si vuole dalla Grecia che riduca il debito del 10% all'anno per sei anni, si giunge al 19,6% del PIL che dovrebbe essere sottratto dalla circolazione monetaria e dalla spesa delle famiglie, delle imprese e dello Stato.
Ipotizzando che la caduta del PIL si stabilizzi per i prossimi quattro anni ad un livello di -3% per anno (contro il -7% attuali), arriviamo a -12% (per non fare calcoli composti) in quattro anni. Semplificando un poco i calcoli si puo quantificare l'effetto della recessione  in  circa un -6% di incidenza sul Pil attuale. In totale su valore attuale del PIL, per servire il diktat "Europeo" la Grecia è chiamata a dissanguarsi del 26% delle sue risorse. Ipotizzando che le entrate tributarie greche siano il 60% del PIL, una volta ottemperate le condizioni dello sciagurato "aiuto europeo" la Grecia si troverebbe ad avere poco più metà delle risorse che le sono necessarie per fare funzionare ospedali, scuole, polizia, tribunali, carceri eccetera e via. Si è detto che la Grecia deve ridurre gli sprechi, le inefficienze della sua economia e della funzione pubblica. Sia pure! Ma chiunque abbia anche la minima esperienza di gestione di risorse proprie, il proprio patrimonio personale o aziendale (non quelle degli altri che si macinano a Bruxelles inventandosi dei conti immaginari) sa che un guadagno di efficienza del 10% per anno per sei anni meriterebbe all'eroe il premio Nobel, la medaglia d'oro alle olimpiadi, la beatificazione, l'onorificenza di Gran Cavaliere della Croce Tricolore con Alloro Fasci e Falce e Martello consegnata personalmente da Napolitano in ginocchio al decorato in piedi. Ebbene anche se i greci riuscissero questo miracolo (perché il monti mario non si impegna a fare lo stesso in Italia?) questo non risolverebbe il problema della penicillina negli ospedali, del mantenimento del patrimonio pubblico, del funzionamento della giustizia e delle carceri, non basterebbe a dare un futuro ai giovani greci attraverso un' educazione decente.


Chiunque abbia dimestichezza con i conti della spesa (la signora Monti, quella del cotechino?) e giusto un poco di buona fede, sa che la Grecia non ce la può fare. Dovrebbe anche sapere che i greci non sono dei pecoroni, sono uomini e donne liberi e pronti a combattere per la loro dignità e  alle prossime elezioni daranno il benservito (o malservito?) al collega di Monti Mario e i suoi fantocci.

La Grecia non "ce la può fare" e i torturatori brussellesi del popolo greco lo sanno benissimo.
E allora perché la menano con i pacchetti di "aiuto"? (già il termine "aiuto" è un insulto che solo degli impostori, ipocriti e malefici della genia del Monti Mario possono pronunciare senza vergogna). Perché?


1) Per prendere tempo e tra le altre cose dare una modesta chance elettorale a Sarkozy, le cui speranze di rielezione sono al momento bassine ma nel mezzo di una crisi terminale dell'euro sarebbero nulle. Berlino e Bruxelles hanno deciso di aiutare Sarkozy (altro che aiutare la Grecia) per insistere con lo stupido andazzo della coppia infernale la bella e la bestia per altri quattro anni;
2) Per dare un esempio ai riottosi: "Vi metteremo in ginocchio, distruggeremo la vostra economia, oblitereremo il futuro dei vostri figli, vi faremo morire di miseria da vecchi, ma rispetterete i trattati nefandi che avete firmato senza sapere cosa stavate facendo";

3) Per difendere il meccanismo che ha assicurato la salvezza della Germania dal declino che gli si presentava difronte nel 2001, quando era ogni giorno meno competitiva a causa dell'ossessione deflazionista dei suoi dirigenti. Dal 2002, con l'imposizione dell'euro, la Germania si è ritrovata progressivamente padrona di un mercato gigantesco in cui controlla la leva della competitività relativa di sistemi economici differenti: la moneta, l'esecrato euro/marco.

"Europa, Europa" una bellissima parola greca che gli stramaleddittissimi burocrati brussellesi riusciranno a fare odiare da centinaia di milioni di persone.


La burocrazia brussellese per salvare lo stramaledetto "euro" ha dichiarato guerra all'Europa e intende condurre questa guerra con i metodi della rappresaglia esemplare di cui il caso greco è solo l'inizio.

Il farabutto che ha proposto di chiamare "euro" l'artificiale creazione delle bande di gangster brussellesi, meriterebbe solo per questo di essere messo alla berlina per almeno un anno. Non potevano almeno chiamare questa moneta "Coso", "Truc", "Ding"?
Questo ignoto imbecille avrà associato al bel nome di Europa, nome della libertà, della bellezza, della sapienza, della ragione, della giustizia, virtù che tutte sono nate in Grecia, (a cui si dovrebbe aggiungere la fedeltà pagata al più caro prezzo alla fede dei Cristiani nei secoli della crudele oppressione turca), l'orrore della stupida ostinazione nell'errore.

In tutta questa cosiddetta crisi del debito c'è un grano di verità, ma non riguarda tanto la Grecia, o meglio riguarda la Grecia come creditore. Ci sono debiti impagati da secoli, è vero. C'è per esempio il debito che alcune tribù germaniche  debbono alla Grecia eterna. Comincino a pagare quei debiti li, forse dieci anni di PIL tedesco versati alla Grecia potrebbero essere un buon inizio. Poi parleremo del debito greco.....bazzecole.

February 13, 2012

SIAMO PRONTI ALLA MORTE? I GRECI SONO PRONTI A MORIRE PER L'EURO?

 È STATA DICHIARATA LA GUERRA ALLA GRECIA!


Alla guida della cosiddetta Unione Europea, la Germania della Merkel ha dichiarato guerra alla Grecia ed è una guerra senza quartiere e senza pietà.


Per salvare lo strumento della dominazione economica e ora politica della sua Germania sul resto dei paesi assoggettati, la Merkel imporrà alla Grecia un accordo che non potrà essere denunciato dal nuovo governo greco che uscirà dalle prossime elezioni.

La sovranità del popolo greco è abolita, i diritti politici dei greci sono revocati, anzi annullati.

I fondi che verranno messi a disposizione in cambio della capitolazione del governo fantoccio greco, guidato da un collega del fantoccio Monti, non saranno a disposizione della Grecia ma dei creditori della Grecia, e primi di tutti le banche tedesche e francesi.

Tra Berlino e Bruxelles, a nessuno importa più nulla della Grecia e del suo popolo. 

Il cosiddetto salvataggio della Grecia costa quanto gli effetti di un default. Quello che il governo di Angela Merkel vuole salvare sulla pelle di un popolo intero è l'euro. Stiamo assistendo all'affamamento di un popolo amico che paga per il dominio di una ormai inutile moneta che all'Europa ha arrecato solo danni. Ma nei piani di costoro la Grecia deve anche servire da esempio di cosa aspetta  chi non volesse sottomettersi .



Angela Merkel  mostra in Grecia la sua natura aggressiva, la sua vocazione di  dominio, la sua voglia di occupazione se non militare, economica.

Deve essere  fermata subito prima che sia troppo tardi. Non possiamo credere che il popolo tedesco non veda quando danno i suoi governanti stanno arrecando all'Europa e all'amicizia tra i popoli europei.


TOSCANI OLIVIERO, PERCHÈ QUEST'UOMO È COSÍ ODIOSO?

Confesso che sino a una settimana fa non sapevo neanche chi fosse toscani oliviero. L'ho scoperto su un video messo su "da repubblica delle banane di de benedetti" sul tema della crisi. Vederlo, ascoltarlo e essere preso da una nausea incontrollabile è stata una sola cosa. Vinto il disgusto, per "amore del sapere", ho fatto alcune ricerche su costui. Il disgusto è cresciuto ma credo di avere capito il semplice meccanismo del successo di questa carogna.


Fate un censimento dei luoghi comuni che affliggono la società  di massa, delle ideuzze che riducono la complessità del reale ad un mondo di slogan semplici, una versione impudica del mondo di Bianca Neve di Disney (uno dei film preferiti di Adolf Hitler). Ne verrà fuori una lista di coppie, di antinomie banali e vuote: bianco/nero, buono/cattivo che oggi nell'era dell'analfabetismo di massa si declinano come razzismo/antirazzismo, pace/guerra, pena di morte/perdono eccetera e via. Non sono idee, non hanno bisogno di essere verbalizzate, tematizzate, analizzate, sono noccioline dogmatiche, dure e senza gusto. Non hanno bisogno, per essere espresse, di parole ma di slogan (del tipo "touche pas à mon pote" "non toccare il mio compare" che ha avuto tanta fortuna in Francia) ma ancora meglio si possono fissare in ideogrammi semplici come la silhouette dell'omino con i calzoni e la donnina con la gonna dei bagni pubblici.
toscani da canaglia con fiuto, produce immagini semplici, per lo più posate in studio, prive di ogni spessore, senza profondità, in generale con un'illuminazione da set pornografico (assolutamente piatta*) che stanno al bestiario contemporaneo di luoghi comuni come il segno con l'omino e la donna sta ai cessi pubblici. 
Il toscani sembra volerci dire con il suo sghignazzo: "Ceci EST une pipe", "Questa è una pipa". La "modernità" del toscani è il ribaltamento della testo e dell'immagine di Magritte: nell'era delle canaglie l'immagine è la cosa, l'immagine è l'idea.

"Questa non è una pipa" Magritte

Il gioco è fatto: il consumo gregario, imitativo, ripetitivo diventa affermazione ideologica: non sono razzista, sono contro la pena di morte, sono "contro a guera"; e viceversa: l'affermazione pubblica di un'ideologia infantile buona, nella sua semplicità,  per ognuno dei sette nani di Bianca Neve*, si esprime attraverso l'esibizione della maglietta benetton o non so quale altro prodotto di massa con grande profitto dei benetton e non so quanti altri che in segno di riconoscenza passano al toscani non dei baci perugina ma dei milioni, che lui non sa dove stanno di casa perché non è mai entrato in banca, ha sempre usato il remote banking per contare i suoi profitti.


Ho visto in internet un'immagine costruita dal toscani che ben illustra la vacuità di questo figuro: la foto di un cuore recentemente estratto da un cadavere ripetuta tre volte. Sui ognuno dei tre identici cuori viene sovrapposta la scritta "White" "Black" "Yellow" e il gioco è fatto: toscani oliviero ha dimostrato che tutti gli uomini sono uguali perché il loro cuore è indistinguibile. Questa immagine sta all'antropologia come la fisica toscaniana senza rimbalzo verticale (vedi il mio blog precedente), sta alla fisica di Newton e di Einstein.
Immaginate la stessa immagine con tre scritte diverse: "Stalin" "Hitler" "Francesco d'Assisi".
Se fossi toscani potrei creder di avere dimostrato che gli assassini e i santi sono uguali. Se facessimo la prova "a contrario"? Se i cuori dei bianchi dei gialli e dei neri fossero diversi, giustificherebbe una differenza anatomica la discriminazione giuridica degli uni o degli altri? Naturalmente no! Resta quindi provato che toscani è un imbecille pieno di soldi e di arroganza.

Fa  scandalo che ci siano al mondo dei farabutti di questo genere che si arricchiscano al punto da non sapere cosa sia la crisi, e sorprende  che nessuno gli spacchi il muso quando escono di casa e mettono a prova la pazienza della gente. Quando taceranno? Quando impareranno a tenersi le sghignazzate e gli  sfottò da  ricchi nuovi del conto in banca (Intesa?) e pezzenti dello spirito, per le loro festazze tra buzzurri?

*Un critico, a cui venne chiesto quale era la differenza tra la fotografia erotica e la fotografia pornografica, rispose: "È tutta questione di luce, nella pornografia non ci sono ombre, il corpo, il sesso sono esposti come pezzi di carne in macelleria." 
Guardate le foto di toscani "alla luce"  di questo criterio e capirete chi è costui.



*


"Due Nani di Bianca Neve" attribuiti ad Adolf Hitler, 1940

February 12, 2012

IL POSTO FISSO. UN DIBATTITO DI FESSI!

Non sono il primo, ne sarò l'ultimo, ad usare l'allitterazione fisso/fesso in questo dibattito lanciato da un fesso (Monti) e ripreso con la bassezza fissa nel suo ADN, da un pendaglio da forca (toscani oliviero).


Bisogna proprio essere a corto di argomenti che giustifichino  il proprio fallimento politico e morale, per inventarsi, come problema centrale dell'occupazione in Italia, il "posto fisso" e "l'aspirazione al posto fisso". 

Bisogna essere fessi come un Monti, per non vedere che esiste una correlazione tra l'allungamento dei tempi di pensionamento e la diminuzione, a parità di numero di occupati, degli ingressi di giovani al mondo del lavoro.
Bisogna essere fessi come un Monti per non avere previsto che la manovra tributaria avrebbe avuto come conseguenza l'inasprimento della recessione (avete letto la motivazione del abbassamento del rating di Intesa Sanpaolo da parte di Fitch? La recessione italiana colpirà il portafoglio crediti della banca! Che scoperta!). 
Bisogna essere fessi come un Monti per non capire che la somma di a) aumento dell'efficienza (quello che ogni imprenditore ricerca), b) diminuzione dei consumi e degli investimenti, c) diminuzione della spesa pubblica, d) allungamento della vita di lavoro degli anziani, è eguale a: e) minore offerta di occupazione ai giovani.

E allora cosa si aspetta questa banda di bancari, "tecnici" (di banca) e altre nullità?
Da dove verrà mai la soluzione?


Ecco, in buona sostanza, la "Modesta proposta" di Monti & CO.:
Libertà assoluta di licenziamento (monti il "regulator", "l'enforcer"*, ti regola di tutto incluso le dimensioni del preservativo, ma il mercato del lavoro NO!) che permetta alle imprese di sostituire lavoratori "vecchi" con stipendi "alti" (ovvero un centesimo del suo)  con giovani precari. Naturalmente i "vecchi" espulsi dal lavoro a cinquant'anni avranno tante probabilità di competere per un lavoro (precario) con giovani senza carico di famiglia e pronti ad accettare qualsiasi condizione di lavoro, quanto di vincere alla lotteria.
Licenziati, allontanati dall'infame posto fisso e con la prospettiva di una pensione minima di qui a quindici anni, si può sperare perdano presto l'alloggio e l'accesso ad una alimentazione decente così da permettere ad un prossimo inverno, che ci si può augurare ancora più severo di questo, di mettere decine di migliaia di posto fisso dipendenti (la feccia dell'umanità, nevvero?) fuori dal mercato di chi cerca lavoro e dentro le fosse comuni.
I più fotogenici avranno il privilegio di essere ritratti in punto di morte dal grande pornografo toscani oliviero. Le immagini delle loro barbe congelate  saranno da costui offerte ad un produttore di cosmetici per una campagna "crema da barba / denuncia della povertà".


Quanto ai giovani che ancora non dovessero trovare lavoro nonostante l'espulsione/sepoltura dei cinquantenni/posto fisso/con famiglia/diritti/acquisiti/dipendenti, ebbene il posto fisso da abbandonare è ...... l'Italia.
Che vadano via! Dove possono e dove gli pare, in Zimbabwe, in Svezia e non si facciamo più sentire.


Il posto fisso? Ma scherziamo? In un mondo normale un dibattito così insulso non sarebbe mai iniziato, ma è anche vero che in un mondo normale Monti Mario insegnerebbe la partita doppia nella scuola del centro di accoglienza ai migranti di Lampedusa.


Perché in un mondo normale, c'è bisogno di gente con il posto fisso, che avendo acquisito nel tempo cognizioni molto specifiche, si identifichi e sia leale ad un'impresa, a un'amministrazione dello stato. 
Perché in un mondo normale, c'è anche bisogno di coloro che alla disciplina del posto fisso, preferiscono l'avventura di rimettersi in questione nelle loro competenze o, più spesso, in ambienti di lavoro differenti e provvisori. 

Fare bene il disegnatore al Catasto**, non è la stessa cosa che fare il calciatore. Una società complessa ha bisogno di entrambi (sul calciatore avrei dei dubbi, ma è tanto per intendersi). 

C'è da farne delle categorie dello spirito? Celibi contro sposati? Ma scherziamo? Ci era stato detto che questo governo è stato raffazzonato nella sede di banca Intesa, ma forse invece se lo sono giocato al Bar Sport!
Monti Mario cosa propone? Di organizzare scambi e mobilità  tra funzionari della  Banca d'Italia  e i croupier del casinò di Montecarlo?
Del pendaglio da forca toscani oliviero non parlo, perché il poveraccio è un "con artist" fortunato e scemo, oltre ad essere l'inventore della "fisica senza rimbalzi verticali".


Al mondo oltre ai "posto fisso dipendenti" e i  "amo il cambio" ci sono anche i ruffiani, che sono nati  piegati in due, inchinati ai potenti sin dal parto. La loro vita  è come quella dei funghi: prosperano all'ombra dei padroni e non cambiano mai di posto. La condizione di servo volontario, di cortigiano gli si confà perfettamente: si prendono una prebenda e una rendita di posizione (fissa) dopo l'altra. Sanno poco o nulla, ma rispondono bene alla definizione inglese di "a Jack of all trades a Master of none", in italiano "un Arnese per tutti mestieri, e un Maestro in nessuno".


Purtroppo da noi in Italia, invece di stare zitti e cercare di passare inosservati questi "Arnesi", parlano,  parlano montagne di quaquaraqua, di "bullshit" e non contenti di mangiare a tradimento di chi lavora (con posto fisso o no) danno lezioni di vita mentre cucinano il cotechino con le lenticchie a palazzo Chigi.





* Main Entry: en·forc·er   
Pronunciation: doublehyphenprimarystressdoublehyphenschwa(r)
Function: noun
Inflected Form(s): -s
: one that enforces ; specifically : a gunman used to enforce discipline within a gang

Citation format for this entry:

"enforcer." Webster's Third New International Dictionary, Unabridged. Merriam-Webster, 2002. http://unabridged.merriam-webster.com (12 Feb. 2012).



** Patroni Griffi, quando comprò l'ormai  famoso appartamento vista Colosseo a prezzo di pollaio in Ciociaria, avrebbe dovuto avere un pensiero riconoscente per il geometra del catasto che con la sua diligenza gli assicura la perfetta identificazione della sua proprietà e la certezza del suo possesso (E ora, a me questo nun me la toje nessuno!) e avrebbe anche dovuto considerare che questo "modesto" ma utile lavoro, è meglio che lo faccia uno col "posto fisso"   piuttosto che uno che fino a ieri faceva lo stunt sui set di Cinecittà (lavoro utilissimo e dignitosissimo ma meno stabile)

February 9, 2012

L'EUROPA HA BISOGNO DI CRISI E DI GRAVI CRISI (2)

Il freddo che ha colpito l'Italia e buona parte dell'Europa è venuto anche a ricordarci che di crisi si muore. 
Quando si perde l'unica fonte di reddito, si perde la casa in affitto o comprata con un mutuo, si finisce prima o poi per strada, si dorme nei cartoni, si mangia poco, LA MORTE NON È LONTANA. I senza casa morti di freddo, in Italia, Francia e Grecia attirano qualche attenzione della stampa di regime. La sofferenza di tanti passa inosservata e i giornalieri non ne parlano, impegnati come sono a coprire di elogi sperticati il Caro Leader. 
Che Monti sia un mediocre professorino è dimostrato, se ce ne fosse bisogno, dal fatto che circondato da mille caricature di Emilio Fido baubau, lungi da provarne fastidio, se ne compiace e si lascia scappare dei sorrisini che i giornalieri definiscono "britannici".
Se invece di trovare conforto nell'adulazione vile che i suoi padroni gli organizzano sui media appiattiti a far il coro a "repubblica delle banane di de benedetti",  Monti Mario avesse qualche curiosità che andasse oltre il calcolo della massa monetaria, sarebbe arrivato il momento di andare per strada e vedere con i suoi occhi cosa significhi, sulla pelle degli altri, una crisi. Caro Leader potrebbe allora chiedersi  se valga davvero la pena di fare sopportare al suo prossimo (il boccioniano si dichiara cristiano*) una crisi come quella che lui e quelli come lui, infliggono agli italiani per "fare avanzare l'Europa", un'Europa che non è neanche più quella dei mercanti tanto disprezzata da de Gaulle, è l'Europa dei burocrati brussellesi e degli usurai, è l'Europa dei mercati.


* Nella operosa Lombardia, c'è una lunga tradizioni di devoti cattolici, di baciapile inginocchiati di fronte alla Chiesa per succhiarne con voluttà le mammelle.

February 5, 2012

DOPO LA BEFFA, DOBBIAMO SOPPORTARE GLI INSULTI

L'Italia sembra essere un paese dove l'esercizio del potere non è pienamente gratificante se non è accompagnato dallo sberleffo a coloro che il potere lo subiscono.
Dall'andreottiano "il potere logora chi non ce l'ha", alle sghignazzate del Berlusconi sino alle uscite volgari del Monti, il potere, se non si accompagna allo "sfottò" non è dolce abbastanza.
Veniamo all'ultima uscita del tristo Monti, l'affermazione che il posto fisso è una noia e quindi necessariamente  un'aspirazione da derelitti, da stupidi.
Intanto vediamo chi parla: un marziano a leggere una dichiarazione come questa potrebbe pensare venga da uno con una vita ricca di esperienze diverse, che so, mozzo di una baleniera a sedici anni,  studente di filologia veterotestamentaria e matematica superiore a Cambridge a venti, maestro elementare in un paesino del Tirolo austriaco a ventidue, pianista di cabaret a New York accompagnatore di Liza Minelli per mettere su bigliettoni verdi da 1000 per riscattare la donna della sua vita sequestrata a Casablanca da un prosseneta del Turkmenistan e  via così senza dimenticare la creazione di tre imprese a Sylicon Valley  che occupano oggi i primi posti della capitalizzazione di borsa al nasdaq. Una vita tutta un'avventura e adesso da bordo del suo Open 60 in corsa solitaria in torno al globo, tra una tempesta e l'altra, il grand'uomo distilla sulla radio (a onde corte?) perle di saggezza per i giovani che volessero e potessero imitarlo. Ebbene no! Questo tristo  signore quel che conosce del mondo sono tre  università per ragionieri, la burocrazia brussellese (frequentata sin da studente sotto gli auspici dell'aiesec) e il sottobosco governativo delle nomine  ad organismi "europoei" non vagliate da alcun meccanismo democratico o di controllo della cittadinanza. Pare che il posto fisso (nel senso di luogo), si addica al Monti Mario, sta sempre li, tra gli stessi piedi, 'sto zuccone. Dagli e ridagli il posto fisso gli ha portato bene, assurto senza che nessuno elettore l'abbia mai voluto o conosciuto, al posto di Presidente del consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.





PS. Questo è un Open 60 in una tempesta nel golfo di Biscaglia. Ve lo vedete Monti al timone mentre si gratta  lo zuccone passando il mignolo in verticale attraverso la permanente? Chi scrive è un poco marinaio e vi assicura che no! Non c'è posto per i Monti e  i Passera in una barca, ne in bonaccia ne in tempesta.



January 31, 2012

SCALFARI, UNA VITA DA CORTIGIANO

Vorrei premettere che chi scrive ha il più grande e sincero rispetto per le persone anziane e i vecchi che sarebbero coetanei dei suoi genitori se fossero ancora in vita. 

Volendo parlare di Scalfari Eugenio e parlarne come conviene, ovvero male, chi scrive deve superare una naturale e forte reticenza.
Ma anche i vecchi non sono tutti uguali e a vincere questa reticenza aiuta pensare che mentre alcuni soffrivano nel corpo e nello spirito l'oppressione fascista e nazista, lo Scalfari in questione in quegli stessi tempi, imbrattava le pagine della stampa del regime di Mussolini e Pavolini. Pare che il sullodato sia sia ravveduto nel 1945, aprile, mese più mese meno. Ma a me sembra che la costituzione morale di un lacchè del fascismo sia più difficile da cambiare che il colore della camicia che porta.


Le righe che seguono sono di Scalfari l'autore, e sono solo un episodio dell'apologia continua del faccendiere de benedetti che lo Scalfari scrive da anni.


(...)in Italia ci sono stati molti finanzieri e imprenditori ‘avventurosi’, protagonisti di grandi romanzi politico-economici, ma si è sempre trattato di outsider rifiutati dal sistema. L’unicità di De Benedetti consiste proprio in questo: non è fuori dal sistema anzi vi è profondamente inserito; e pur tuttavia è anomalo rispetto ad esso. Non rifiuta le regole del gioco, ma le interpreta in modo radicalmente difforme dagli altri."


Facciamo una pausa:  non sfugge a nessuno che il nostro è un "dialettico", non so se materialista scientifico, ma un dialettico di sicuro. Maneggia concetti complessi come unicità, dentro/fuori, inserzione/anomalia, regole e interpretazione difforme delle stesse. Insomma qui abbiamo a che fare con un discepolo di Derida, fors'anche  uno studioso di Husserl e Heidegger. Il decostruzionismo applicato alla vita quotidiana di un farabutto della genia di de benedetti non ha segreti per il nostro, che la tematizza con eleganza, ma di che cosa si tratta in concreto? Si perché lo Scalfari si muove ad un livello di astrazione filosofica che ne rende non facile la comprensione al lettore comune.  Vogliamo aiutare il nostro lettore, che comune non è, a intendere a cosa si riferisce l'Autore di queste splendide righe. Abbiamo ragioni di credere chi si riferisca ad uno degli episodi più gloriosi della carriera "imprenditoriale" del de benedetti:  l'ingresso e l'uscita per la porta rotatoria nel Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Si riferisce ai sessanta e uno giorni da vice presidente del Banco Ambrosiano nel 1981, l'acquisizione di 2% del capitale dello stesso, il ritorno delle azioni appena comperate al mittente. Pochi mesi dopo Calvi penzolava sotto il Blackfriars Bridge, gli azionisti del Banco perdevano tutto, la segretaria di Calvi si suicidava e de benedetti contava i miliardi che aveva guadagnato nell'operazione. La Cassazione ha cassato una precedente condanna per truffa di de benedetti in relazione con quella vicenda ma lo stesso signore dovette pagare ben 100 di miliardi di lire al liquidatore fallimentare della banca.
Opere di bene? Obolo agli azionisti rovinati da Calvi? Ma! potrebbe essere così se  non fosse che la giurisprudenza del diritto societario è piuttosto unanime  nel considerare che "il consigliere che non abbia preso parte, ma non abbia nemmeno impedito o provato ad impedire il comportamento dannoso risulti responsabile secondo il generale dovere di vigilanza sull’andamento della gestione previsto dall’articolo 2381, terzo comma". E sebbene de benedetti come ben dice il suo agiografo è capace di interpretazioni difformi delle regole del gioco (quelle interpretazioni difformi che conducono molti dentro, ma mantengono lui fuori), si può pensare che il curatore avesse qualche argomento per far rigurgitare tale sommetta ad uno che che con il danaro ha un rapporto romantico (immagino che anche de benedetti sia da includere tra gli "imprenditori avventurosi, protagonisti di grandi romanzi politico-economici").

La carriera del de benedetti  è piena di episodi edificanti come questo che potranno sempre dare spunto al suo agiografo per tesserne le lodi più sublimi. Vediamo come continua il testo in questione:


"Diciamo che la sua interpretazione è più vicina ai modelli liberistici che a quelli dell’oligopolio. Infatti, gioca da ‘cavalier solo’. Sotto le apparenze d’un uomo d’affari assai arrischiato la realtà è invece quella d’un calcolatore assai prudente. Non si conosce che abbia mai bluffato nel corso delle sue complesse partite; né che sia andato alla ricerca del ‘colpo grosso’ mettendo sul tavolo tutta la posta."
Qui lo Scalfari lumeggia l'episodio "postale" della vita di de benedetti. Effettivamente la libera concorrenza delle mazzette (organizzarono un'asta?) per sgombrare i magazzini della povera Olivetti (povera perché caduta nelle grinfie del de benedetti) di computer obsoleti a spese dei postini e degli utenti delle Poste, marca un chiaro rifiuto delle logiche oligopolistiche. In queste ultime è con la sola forza della offerta "combinata tra produttori" e non il libero gioco di domanda  e offerte di mazzette,  che si raggiunge lo stesso risultato: la truffa ai danni della comunità. Ecco profilarsi il campione dei modelli liberistici che ancora una volta riesce a stare fuori (di galera) perché molto prudente dentro, nel suo foro interiore (ci risiamo) e nelle complesse partite in cui non "ha mai bluffato" (il dentro è fuori, l'apparire è l'essere, soviel schein, soviel sein, direbbe Husserl, uno dei maestri di Scalfari).

"Proprio a causa di questa cautela, accompagnata da una capacità di lavoro eccezionale e da un intuito per gli affari molto superiore alla media, si è da tempo formato in Borsa un ‘partito De Benedetti’: quando si muove in una direzione, il mercato lo segue senza esitazioni; il suo nome funzione ormai come una garanzia, attorno alle sue iniziative si aggregano in breve tempo capitali cospicui formati da una miriade di anonimi risparmiatori medio-piccoli. Così De Benedetti ha costruito il suo credito, questo è il suo leverage, il suo potere di mobilitare capitali e guidarli”.

Qui Scalfari supera se stesso, dalla decostruzione deridiana egli ci conduce in un porto sicuro in cui delinea una teoria della Borsa valori come campo di azione di grandi leader che si contendono l'iscrizione al loro partito  di miriadi di piccoli risparmiatori. Costoro pendono dalle labbra del capo, "un nome una garanzia", il superuomo capace di mobilitare e guidare capitali ............ Deve certamente pensare all'Olivetti, della quale il de benedetti si impadronì, alla guida di capitali altrui mobilitati con "il suo leverage" e di cui alla fine della romantica avventura non restò nulla, salvo, naturalmente, il bottino del capo.


Se i vermi scrivessero, scriverebbero così! Che pena! Che brutta vita! Che brutta vecchiaia! Che farsa la sua messa in scena, la barbetta da vecchio saggio, lo sguardo perso nel vuoto, che parla alla telecamera parato di fronte ad una fila di libri che non ha mai letto, troppo occupato a scrivere delle "fregnacce"  come quelle attraverso le quali ho avuto il piacere di condurvi a passeggio.


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"BEN VENGA LA CRISI" PAROLE DI UN PENDAGLIO DA FORCA, TALE TOSCANI

Che repubblica delle banane di de benedetti, sia un luogo infrequentabile da qualsiasi persona perbene è risaputo. Lo stesso fogliaccio che si è messo alla testa di una campagna moralizzatrice della vita pubblica e privata che ha avuto come unico obbiettivo il Berlusconi, oggi da spazio ad un'intervista con un buffone, tale toscani oliviero. 
Ci auguriamo che se ci sono le ragioni per arrivare ad un processo sulle accuse di corruzione di minore contro Berlusconi, la giustizia faccia il suo corso. Ma mi si lasci aggiungere che anche se gravissima, la corruzione del corpo si cura, quella dell'anima, dello spirito, dell'intelligenza è fatale. Per la sifilide ci sono farmaci, per il servilismo opportunista, becero e volgare non è ancora stata trovata una medicina efficace. È un'infermità progressiva, invadente, fatale. E di questa corruzione morale e intellettuale, repubblica delle banane di de benedetti è uno dei peggiori propagatori nella vita della nostra nazione.


Come dicevo, questo fogliaccio ha dato spazio ad "un'intervista" che invito ad ascoltare a condizione di avere uno stomaco forte e la fermezza di controllare la furia che questo scemo attira su di se con una protervia che grida vendetta al cielo:


Toscani sulla crisi. link a repubblica delle banane di de benedetti


Come sanno ormai in molti, anche  Monti Mario ritiene benvenute le crisi che fanno fare passi avanti all'Europa, ma toscani oliviero va oltre nell'ignominia, augura la miseria, dolorosamente sofferta da milioni di individui in tante parti del mondo, ai suoi connazionali.


Ma chi è costui?
Questo individuo è un "professionista" della fotografia pubblicitaria che si è arricchito e coperto di infamia sfruttando a fini commerciali immagini della sofferenza altrui, dalle vittime delle carestie,delle malattie e delle guerre ai condannati a morte.
Questo signore è stato condannato per frode e il suo cliente Benetton ha dovuto separarsene  e smettere di pagargli i viaggi in Africa ("Ma ci siete stati in Africa, in Sud America?" " No! Lo confessiamo, Benetton a noi non paga il viaggetto.")
L'intervista è un florilegio di scemenze tra l'oltraggioso ("la crisi ce l'ha chi ne parla, io non ce l'ho la crisi") e il semplicemente cretino ("Mi auguro una  caduta verticale dell'economia  così non rimbalza" deve essere una nuova fisica per idioti quella che teorizza che un oggetto che cada verticalmente non rimbalzi, rimbalzano solo quelli che cadono obliquamente?).


In una società civile ed educata (in tutti i sensi) quest'uomo non avrebbe posto.
Nella nostra società agonizzante, questo sacco di immondizia morale e intellettuale è corteggiato dalla sinistra radicale e tanto chic, dalle imprese che ci sommergono di pubblicità volgare e ripugnante. Si fa eco alle sue opinioni oltraggiose della miseria altrui che  trovano  spazio anche (ma non solo) nel fogliaccio che da voce e rappresenta la feccia morale dell'Italia: repubblica delle banane di de benedetti.


Chi si scrive ha sofferto profondamente alle parole di costui, che sono un insulto al decoro, alla dignità, al dovere di rispetto per l'umanità debole e sofferente, ma una consolazione l'ha avuta:

NON HA MAI PASSATO UN CENTESIMO A QUESTO AVANZO DI GALERA, MAI UNA MAGLIETTA BENETTON, MAI UN CALENDARIO ECCETERA E VIA.
BOICOTTIAMO TUTTI I PRODOTTI LA CUI PUBBLICITÀ FACCIA APPELLO AI SERVIZI DI QUESTA CANAGLIA!
AIUTATEMI VI PREGO A FARE UNA LISTA INSERENDO NEI COMMENTI I NOMI DELLE IMPRESE CHE LO USANO!


SEGUE: http://www.outeuro.com/2012/02/toscani-oliviero-perche-questuomo-e.html



January 25, 2012

COMANDANTE MONTI, SCENDA DA QUELLA NAVE!

Si può con ragione sostenere che la cosa migliore che abbia mai fatto il comandante Francesco Schettino in vita sua, è stato di abbandonare la nave nel corso delle operazioni di salvataggio di passeggeri ed equipaggio.
Non si vede cosa  avrebbe potuto apportare nelle operazioni di soccorso la presenza a bordo di un buffone incompetente come Schettino. Piuttosto che un ingiunzione a salire a bordo, l'ordine della Capitaneria di Porto avrebbe potuto suonare: "Comandante Schettino, vada via!"


Vorrei rivolgere lo stesso appello a Monti Mario: "Presidente torni a casa! Scenda dalla nostra nave!".
A questo punto e nonostante il coro assordante della stampa di regime con de benedetti e suoi lacche' in testa, tutti si sono resi conto che Monti e il suo governo di "tecnici" sia la peggiore banda di incompetenti che abbia mai varcato la soglia dei palazzi del potere in Italia. 
L'unica "competenza" che gli si potrebbe riconoscere è quella sui loro affaracci, ma di questo tipo di "competenza" son pieni i fossi e gli archivi dei tribunali.


Dalle negoziazioni con i cosiddetti partner europei condotte con insipienza, senza mai fare valere ne gli interessi della nazione ne un punto negoziale di forza, al salasso fiscale discriminatorio e vessatorio  delle classi medie e meno agiate, alla recessione auto-inferta con stupida determinazione, alle misure di rilancio dell'economia che non si sa se fanno più ridere o più piangere, sino all'incapacità di mostrare con la sua presenza, non fosse altro che la più frigida partecipazione alle tragedie che colpiscono il paese, si delinea  la figura di un ometto  incapace di incarnare lo Stato. Sembra ormai evidente, per chi abbia gli occhi appena aperti, che il re è nudo e da nudo, sotto il vestitino grigio da professorino, il re è deforme.

Il "grande economista" che ha scritto tre libricini in croce di nessun valore scientifico e che comunque non hanno come soggetto "l'economia" ma la politica monetaria e le banche (insomma il grande chirurgo è un callista), il grande economista, dicevo, è un buffone serio, anzi triste, anzi tristo!


COMANDANTE MONTI, SCENDA DA QUELLA NAVE!
COMANDANTE MONTI, TORNI AD ASCOLTARE LA RADIO A ONDE CORTE!
COMANDANTE MONTI LEI NON PUÒ GUIDARE UN GRUPPO DI SCOUT IN ESCURSIONE AL MONTE STELLA! 
TORNI A CASA E AIUTI LA SIGNORA A CUCINARE IL COTECHINO!



January 24, 2012

UNA MODESTA PROPOSTA AL GOVERNO MONTI: L'ITALIA SALVATA DAI DIVORZIATI

Alla seconda lezione di economia politica tutti hanno ascoltato il vecchio adagio, tanto noto che forse lo conosce anche il professorino Monti, che dice:
"Se il professore sposa la sua governante, il prodotto nazionale lordo diminuisce dello stipendio annuale di detta governante che come moglie continua a fare le stesse cose ma gratis".
Se invece di contrarre il PIL, volessimo farlo crescere sarebbe sufficiente percorrere la stessa strada ma in senso inverso: annullare d'ufficio tutti i matrimoni e imporre il pagamento di tutte le prestazioni di servizio tra ex coniugi, ex figli eccetera. Non più pranzetti preparati per amore dalla Piera o il Pino, ma regolari servizi di ristorazione soggetti a ricevuta fiscale, non più "reciproco dono di se" ma prestazioni sessuali debitamente e legalmente fatturate, da ambo i componenti della coppia (restando esclusa ogni forma di netting o compensazione orgasmica, io tre tu due, che darebbero la stura a infinite discussioni e gigantesche evasioni fiscali). Lo stesso si applicherebbe alla maternità (se vuoi essere il padre dei miei figli sono cento mila a testa salvo complicazioni), la lezione di matematica a Giovanni sono trentacinque euro, quella di clarinetto a Stefania trenta eccetera e via. I redditi cosi prodotti sarebbe soggetti a iva e all'imposta sui redditi e contribuirebbero a migliorare i conti dello stato e rimborsare il debito pubblico.
L'effetto moltiplicatore sul reddito degli italiani, sul PIL e il gettito fiscale sarebbe enorme, secondo i primi risultati dei calcoli fatti in "Boccioni" si potrebbe raggiungere una crescita del PIL e del relativo gettito fiscale del 35% per anno.

Immaginiamo per fare un esempio, l'ormai famosa cenetta familiare a Palazzo Chigi della famigliola Monti la notte di san Silvestro. Siamo stati informati che a cucinare il cotechino con le lenticchie era la signora Monti, da "annullata" l'ex Signora Monti avrebbe dovuto spiccare regolare bolletta per 150  euro (15 euro per persona mi sembrerebbe più che ragionevole), figli, figlie, nuore e generi hanno poi sbarazzato la tavola e messo i piatti in lavastoviglie, la prestazione di servizio avrebbe comportato un pagamento forfettario di 75 euro più mancia, l'anfitrione avrebbe poi dovuto fatturare ai commensali il subaffitto della sala da pranzo (500 euro) e via di seguito. L'annullamento del matrimonio della coppia Monti avrebbe reso allo stato circa 140 euro di iva più una irpef di circa 75 euro. Moltiplicate tutto ciò per milioni di volte ed è facile prevedere dove si potrebbe arrivare.

L'Italia è salva, la signora Merkel e le banche tedesche possono dormire sogni tranquilli, nessuno gli rompe più lo strumento di dominazione economica sull'Europa (conosciuto sotto il soprannome di euro).
L'unico effetto indesiderabile potrebbe essere il calo delle nascite,  ma in fondo chi ha voglia di nascere all'epoca  del mariomonti pensiero?







L'ITALIA SALVATA DAI TAXI

Dopo il bastone la carota. Come il governo Monti intende rilanciare l'economia salassata dal prelievo fiscale imposta dalla Merkel per salvare il suo euro (marco).


Il PIL  è dato dalla somma dei seguenti elementi: consumi, investimenti, spesa pubblica e saldo netto della bilancia commerciale. 
Cosa dobbiamo attenderci dalla dittatura monetaria Monti/Merkel che ha sottratto e ancor piu sottrarrà dal sistema miliardi di euro?
I primi elementi della somma di cui sopra a subire le conseguenze del montismo saranno  i consumi e la spesa pubblica, che accuseranno una contrazione che misureremo nei prossimi mesi. Quanto alla saldo della bilancia commerciale, in presenza di un cambio euro(marco) contro dollaro che continua ad essere sfavorevole alla nostra economia, dovrebbe rimanere  invariato, nonostante la probabile  contrazione delle importazioni. Infine  in conseguenza della diminuzione di consumi e spesa pubblica, è facile prevedere che gli investimenti non cresceranno. Il risultato finale sarà l'approfondirsi della recessione e della spirale involutiva che ha caratterizzato la nostra economia dal 2002, data dell'imposizione dell'euro(marco) all'Italia.


Come sa chi abbia avuto la bontà di seguire questo blog, chi scrive non condivide l'entusiasmo del boccioniano Monti per le crisi (se possibili gravi) ma crede invece che le crisi siano da evitarsi con tutti i mezzi a disposizione perché nessun "passo avanti dell'Europa" dei faccendieri e dei burocrati vale il sacrificio di un generazione di giovani e di coloro che avendo dato quello che potevano al paese ed alla loro famiglia meritano rispetto ed una vecchiaia dignitosa.


Ma come sappiamo ormai tutti, edotti dal coro quasi unanime dei giornalieri della stampa di regime, dopo la bastonata, il governo Monti prepara i piani per una rilancio dell'economia italiana.


Eravamo tutti in trepida attesa di conoscere quali armi fatali il professorino di tecnica bancaria avrebbe tirato fuori dai laboratori segreti, fucinate nelle fabbriche dei ministeri di Passera e Patroni Griffi (due galantuomini, il rampollo di una famiglia "scudata" e un attivo sostenitore dell'INPS, a cui compra a peso d'oro, o di pollaio?, appartamenti fatiscenti con vista Colosseo).


Ebbene sono finalmente state svelate le armi che decideranno la guerra economica mondiale! Sono giunte a noi! Il popolo è in festa! Siamo salvi!


L'ITALIA SARÀ SALVATA DAI TAXI!


Le energie imprenditoriali degli italiani sino a ieri costrette da mille laccioli burocratici, incatenate da gruppi di potere, sindacati, mafie economiche grandi e piccole potranno finalmente fiorire e con questo compensare i consumi che non ci sono, gli investimenti che non ci sono, le esportazioni che non ci sono e la spesa pubblica che non c'è.


La Francia nel 1914 venne salvata dai taxi della Marna.

L'ITALIA DEL 2012 SARÀ SALVATA DAI TAXI DI MONTI!


Vi spiego come:


Tutti tassisti! Assolutamente tutti coloro che detengono una patente di guida per veicoli a motore valida possono esercitare la professione di tassisti, anzi DEVONO.
Ogni veicolo a motore sarà dotato di tassimetro, ogni uso (OBBLIGATORIO) dello stesso darà luogo alla realizzazione di una corsa debitamente accompagnata da emissione di ricevuta fiscale indipendentemente dalla presenza di un passeggero o no. I passeggeri benché non necessari potranno essere raccolti a qualsiasi ora del giorno e della notte, dentro e fuori dalle aree designate per la sosta dei taxi (che comunque saranno aumentate di tutti i posti di parcheggio disponibili nelle aree urbane italiane).

Signori il colpo è geniale, analizziamo insieme le conseguenze di questa misura di liberalizzazione, ma che dico, di liberazione, dell'economia:
1) centinaia di miglia, anzi milioni di transazioni economiche (prestazioni di servizio remunerate) al giorno che come ognun sa contribuiscono alla formazione del PIL;
2) aumento del gettito fiscale dell'iva pagata sulla corsa di taxi venduta ai figli, al marito (ciao caro, buon lavoro, sono cinque euro e ottanta, sette con la mancia e ti do il resto di dieci stasera, corro in ufficio, bacio!), ai vicini, agli sconosciuti, a se stessi.


BRAVO MONTI, SIAMO SULLA STRADA GIUSTA!
MA GIÀ CHE CI SIAMO LIBERALIZZI ANCHE LA ROTTA MILANO-ROMA, MONOPOLIO DELL'ALITALIA (NUOVA) CREATA DAL SUO AMICO IN AFFARACCI CORRADO PASSERA!


Nel prossimo post, L'Italia salvata dal divorzio, mi "permetterò" di proporre al governo Monti una misura davvero in grado di fare fare al PIL italiano un salto da rendere verdi (di invidia ) i cinesi.






















January 20, 2012

THE KING MAKER de benedetti carlo





de benetti carlo



Questa è la faccia dell'uomo che disfa e fa i governi in Italia.
Questa è la faccia del padrino di Monti e di Passera.
Questa è la faccia del padrone del fogliaccio indegno chiamato "repubblica" delle banane di de benedetti.
Questa è la faccia del padrone di Scalfari*, del fu Giorgio Bocca, due giornalieri che furono fascisti quand'era comodo e di moda, e scopertasi tra il '43 e il '45 un'anima di sinistra, del ventennio hanno mantenuto l'abito della servitù abbietta al padrone.
Questa è la faccia del padrone del direttore attuale di "repubblica" delle banane  di de benedetti, che nessuno si degna di ricordare come si chiama.


Ma che ha fatto nella vita questo "signore"?
Ha fatto il faccendiere, l'affarista, l'industriale dei mie stivali, l'affossatore di imprese ai danni dei suoi soci ed a vantaggio miliardario suo. È un artista (nel senso inglese... "con artist") che ha vissuto una vita  sempre sul filo del rasoio della truffa, del falso in bilancio, della corruzione e non è mai incorso in una condanna penale passata in giudicato per prescrizione dei termini, per patteggiamento, per altre cose che si possono pensare epperò non si possono dire o scrivere.
Questo signore è anche un grande inquinatore, arrogante padrone di una centrale a carbone che, come lui, si considera al di sopra della legge e gode di un'impunità non si sa come guadagnata.

http://piemonte.indymedia.org/article/9737&comment_limit=0&condense_comments=false


Questa faccia è indegna di occupare qualsiasi carica sociale, non lo vorrebbero in un condominio di ringhiera di Quarto Oggiaro, abitato da gente forse povera, ma onesta, che al contatto con questa "cosa" si sporcherebbe. 


Eppure nell'Italia di Monti, questo faccendiere ha più potere del Presidente della Repubblica, il povero Napolitano.


* I panegirici  di Scalfari sul suo padrone sono degni della prima pagina di un'antologia della piaggeria, dell'adulazione servile. Se i vermi scrivessero, scriverebbero così. So che molti penseranno che invece il primato in questo campo del disonore spetta a Emilio Fido. Io non credo, perché Fido scodinzola come un cane riconoscente, Scalfari invece prende le arie da vecchio saggio, da fine intellettuale (di poche letture e molte leccate). Scalfari è un autore!









CARA, VEDRAI CHE CE LA FAI DA SOLA! Merkel e Sarkozy a Monti: Fuori dai piedi pezzente!

Siamo stati facili profeti. 



 http://www.outeuro.com/2011/12/perche-monti-cavadenti-deve-essere.html



Il Monti dopo avere dato via le sue carte (uscita dell'Italia dall'euro tedesco)  e imposto una feroce politica fiscale recessiva che graverà sul destino dei giovani per anni, scopre che la bella e la bestia non rispondono alle sue suppliche di aiuto.


Quando ero giovane c'erano molte ragazze a lavorare nei campi della pianura padana, erano belle, forti e benché in genere terminassero gli studi con la licenza elementare, erano intelligenti.
Erano libere (ebbene si!), fiere e indipendenti. Piene di buon senso. Non sapevano molto di anticoncezionali ma sapevano una cosa semplice: "la prova d'amore si da dopo sposati, caro il mio Nicola" (sopratutto se il Nicola era brutto come una bestia o come Sarkozy).


Monti che invece di amoreggiare  con le ragazze, a diciott'anni ascoltava la radio ad onde corte* e si dilettava di partita doppia, non è mai stato educato al buon senso ne dalle ragazze (si chiama educazione sentimentale) ne dai buoni libri.
Poverino! Per usare un termine volgare (ma francamente ad un amico di Passera e Patroni Griffi credo non ci sia bisogno di parlar forbito) l'ha data via e adesso si sorprende che Merkozy gli dica: "Cara, vedrai che ce la fai da sola".


Non si smette mai di imparare dalla vita: adesso sappiamo che "tecnico" (bancario) è sinonimo di imbe(**)lle. 

Da un intervista di Monti  concessa del 2005 all'Espresso di de benedetti (come per caso):
Ha intenzione di raccontare sessant'anni di sobrietà? Rintracci almeno un attimo di irrequietezza. Anche lei sarà stato adolescente.
«Un po' tardivo, per la verità. Non ero precoce da nessun punto di vista. (......) e passavo molte notti ad ascoltare la radio ad onde corte. L'ho fatto per anni

January 18, 2012

MONTI BEGS MERKEL FOR AID. MONTI SUPPLICA AIUTO ALLA MERKEL.

Sulla stampa internazionale ricorre ad nauseam questo titolo per spiegare quello che Monti chiede ai suoi padroni:

Monti begs Merkel for aid 

Monti supplica aiuto da Merkel 

 

Ricorderete certamente che una delle ragioni per defenestrare Berlusconi era il poco conto che l'opinione internazionale e i leader delle grandi nazioni facevano del protagonista dei bunga bunga di villa Grazioli. Bunga bunga o no, il Berlusconi non era caratterialmente portato alla mendicità. Sembra invece che quello che abbiamo guadagnato come italiani con la nomina del Monti a presidente del consiglio  è una reputazione di sciuscià, un ulteriore abbassamento del cosiddetto rating (che non dovrebbe influire sulle decisioni politiche di una nazione più che le grida delle oche nella bassa corte), un costo invariato dell'indebitamento.

Ma fateci capire meglio signori giornalieri della "repubblica" delle banane di de benedetti: i problemi dell'Italia, debito, prestigio sulla scena internazionale eccetera e via non erano tutti dovuti al bunga bunga? A sentire loro, rottamato il leader di PDL, a torto o ragione (a torto a mio avviso, ma questo è altro conto) designato dalla maggioranza degli elettori italiani a reggere il governo del paese, tutto sarebbe andato a posto.

Il ragioniere Monti avrebbe avuto un effetto miracoloso sui mercati finanziari,  sulle agenzie di rating, sulle autorità monetarie "europee", sui rapporti con la bella Merkel e la bestia Sarkozy. In men che non si dica tutto sarebbe andato a posto.

Invece pare che il risultato della capitolazione del Monti alle autorità straniere, ai poteri finanziari nazionali e stranieri, sia, ma che sorpresa!, il disprezzo e il fastidio con cui si scacciano i mendicanti importuni.

Il problema dei tecnici alla Monti è che sono ignoranti come zecche, che non conoscono nulla della storia, della natura umana, della politica  e della diplomazia. Dopo la capitolazione i generali degli eserciti sconfitti vengono disarmati e messi in campo di prigionia, i loro governi liquidati e sostituiti da fantocci. I capi delle nazioni vincitrici celebrano tra di loro e fanno quel che vogliono del destino dei popoli lasciati alla loro mercé. Vae victis, guai ai vinti! leggeva sul sussidiario di terza elementare chi avesse voluto conoscere la storia dei galli che, avendo imposto ai romani un prezzo in oro altissimo per togliere l'assedio di Roma, si presentarono con bilance truccate. Monti non era interessato, si occupava di partita doppia già d'allora. 

Il problema di Napolitano è che è senile e corrotto intellettualmente da queste nuove forme di demenza della sinistra: l'infatuazione per il potere del danaro, l'asservimento ai falsi  ideali "europeistici" che nulla hanno a fare con l'Europa dei popoli, dei valori comuni, dell'amicizia e della cultura.

Messi assieme, Monti e Napolitano stanno preparando un futuro di lacrime e sangue al nostro paese.

Per dirla in europeo e con l'eleganza che contraddistingue il governo dei Passera/Patroni Griffi:

Monti beggar, bugger off!